Testimonianza dell’inconscio, momenti rubati a un sogno. Questo rappresenta l’arte di Giorgio de Chirico, con le sue piazze vuote, i manichini senza volto, colonne e busti di marmo. Uno dei più grandi artisti italiani, il genio della pittura metafisica, in cui l’inconscio, atto di mistero, solitudine e inquietitudine, predominano. Italianissimo, ma nato in Tessaglia, e fu proprio la Grecia ad avere un ruolo determinante, di grande ispirazione per la sua opera; nei suoi dipinti, infatti, al fianco di piazze e caseggiati moderni, compaiono colonne, busti classici e candide statue di marmo. Un richiamo all’arte classica, ma anche arcaica. Studiò in Grecia, poi in Italia, poi in Germania, finchĆ© non si trasferƬ a Milano e poi a Parigi, ove fece la conoscenza di Picasso e di poeti quali Paul ValĆ©ry e Guillaume Apollinaire. Fu questo il periodo in cui diede vita a una delle serie di quadri più note: quella delle “piazze metafisiche”. Il primo dipinto del genere nacque da una visione, come u lui stesso a dichiarare. Si arruolò come militare volontario quando scoppio la Prima Guerra Mondiale e, trasferito a Ferrara, fece amicizia con Carlo CarrĆ , con il quale diede il via alla corrente metafisica.
La pittura metafisica ĆØ quell’arte che usa gli strumenti tecnici tipici della pittura, come la prospettiva, il chiaroscuro, il colore, per rappresentare qualcosa che va al di lĆ dellāesperienza sensoriale, lasciando spazio a sogni e visioni frutto dellāinconscio. Nella pittura metafisica anche i luoghi, per quanto realistici, assumono una valenza onirica per via di una prospettiva spesso distorta, di elementi apparentemente fuori luogo, come statue e manichini, e di colori innaturali. Tipiche di questo genere pittorico sono le piazze prive della presenza umana in cui emergono elementi bizzarri come manichini, busti di marmo e colonne classiche. Per la celebre figura delĀ manichino, simbolo dell’uomo-automa contemporaneo, De Chirico trae ispirazione dall’ “uomo senza volto”, personaggio di un dramma del fratello Alberto Savinio, pittore e scrittore. La pittura metafisica pose le basi per la nascita del Surrealismo, corrente artistica che privilegiò la rappresentazione dell’io interiore dell’artista a discapito della fedeltĆ realistica. Artisti surrealisti sonoĀ Mirò,Ā DalƬ, Magritte.
Nel 1936 si trasferƬ a New York per una grande occasione, la mostra alla Julien Levy Gallery e cominciò a collaborare con importanti riviste di moda come Vogue e Harper’s Bazaar. Lavorò, inoltre, come decoratore di interni. Nel secondo dopoguerra de Chirico avviò quella che ĆØ conosciuta come “Fase barocca”, con opere che ritraggono nature morte, soggetti storici mitologici e autoritratti come il famoso Autoritratto con corazza. L’artista festeggiò il novantesimo compleanno in Campidoglio e si spense pochi mesi dopo a causa di una lunga malattia. Oltre che pittore, fu anche autore di scritti teorici, memorie autobiografiche, brevi racconti e di una vera e propria opera letteraria di una certa importanza: L’Hebdomeros (Ebdomero). Pubblicata nel 1929, anni in cui il classicismo era nell’aria, imposto dal “Ritorno all’ordine” dell’epoca fascista, sostenuto anche da riviste come “La Ronda” e “Valori Plastici”. Tra gli altri scritti si ricordano il romanzo autobiografico Il signor Dudron, il Piccolo trattato di tecnica pittorica, la Commedia dell’arte moderna (scritta con Isabella Far) e l’autobiografia Memorie della mia vita.
In copertina: Giorgio de Chirico, piazza Italia, 1913, olio su tela 35.2 x 25 cm, Art Gallery of Ontario, Toronto, Canada
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