Accadde oggi: 13 marzo 2013, la fumata bianca annuncia Papa Francesco

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Pioveva e faceva freddo a Roma, la sera del 13 marzo 2013, quando dal camino della Cappella Sistina uscì la tanto attesa fumata bianca, che annunciò al mondo l’elezione di Jorge Mario Bergoglio. Sette anni, oggi, del primo papa latinoamericano, a cui da subito fu affidato il compito di pilotare la barca di Pietro fuori dalla tempesta. Il suo, “Cari fratelli e sorelle, buonasera”! ci fece subito capire che ci trovavamo di fronte a un personaggio unico, e che lo avremmo tutti amato. Subito dopo l’elezione, nel ricevere l’omaggio di tutti i cardinali nella Cappella Sistina, preferì stare in piedi piuttosto che utilizzare la poltrona a disposizione, e fece ritorno nella Domus Sanctae Marthae sul pulmino con gli altri cardinali invece di utilizzare l’automobile papale. In seguito, recò alla Casa del Clero dove aveva soggiornato nei giorni precedenti al Conclave, prese i suoi bagagli pagò il conto.

Scelse il nome di Francesco perché vicino col suo cuore ai poveri. San Francesco, per Bergoglio, è l’uomo della povertà, della pace, colui che ama e custodisce il creato. La sua elezione, sin dalla prima apparizione dalla Loggia di San Pietro, ha segnato un cambiamento rivoluzionario: la sua guida pastorale diede segno, immediatamente, non più di espressione dell’Europa Cristiana, come con Karol Wojtyla o Joseph Ratzinger, ma di un’America Latina vista come trazione integrale di un cattolicesimo globale. La famiglia è il cuore della pastorale di Bergoglio. Il Sinodo della famiglia, tenutosi in due tempi a distanza di un anno, ha aperto la strada alla lettera papale Amoris Laetitia, in cui si è schiuso un varco alla riammissione ai sacramenti ai divorziati risposati attraverso il percorso del “discernimento”. Sempre a proposito di famiglia, molte critiche ha attirato la riforma dell’arcaica procedura di annullamento del matrimonio, ora molto snellita, decisione che più di altre ha fatto breccia nell’immaginario popolare, forse più tra i non credenti che tra i fedeli assidui.

Anche quello dei migranti è stato sin da subito uno dei fulcri principli del suo mandato. Il primo viaggio è stato a Lampedusa, poi nel tempo altre tappe simboliche sono state toccate, come Lesbo nel Mar Egeo, o il confine tra Messico e Usa nel 2016, occasione che attaccò senza troppe remore l’allora candidato repubblicano Donald Trump che prometteva la costruzione di un muro anti-migranti. Non ha mai voluto entrare nel merito delle decisioni politiche italiane. “Io non mi immischio” disse sul volo aereo dal Ciudad Juarez a Roma nel 2016 a proposito dello scontro nel parlamento italiano sulla legge per il riconoscimento delle unioni civili. Quella linea di non interferenza si è realizzata: i vescovi, a parte qualche eccezione, si sono astenuti dall’intervenire sui fatti interni nazionali. Bergoglio è un Papa che guarda al sud del mondo. Pochi sono stati i suoi viaggi nel continente europeo, a parte l’Italia, mentre è stato più volte in America Latina, in Asia, in Africa. Bergoglio è entrato sin da subito nel cuore di tutti, riuscendo a riaccendere nei fedeli la fiamma di amore che, in verità, mai si è spenta per il compianto Giovanni Paolo II.

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