Accadde oggi: 16 settembre 1949, il debutto di Willy il Coyote e Beep Beep

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Una caccia che dura da 71 anni: trappole, dinamite e piani strampalati, ma va a finire sempre allo stesso modo: il coyote non riesce mai ad acciuffare Beep Beep. Era il 16 settembre 1949 quando andò in onda il primo episodio del cartone di questi buffi personaggi, Willy il Coyote, appunto, e Beep Beep, creati dal regista e sceneggiatore Chuck Jones per la Warner Bros. La prima puntata ebbe come titolo Fast and Furry-ous: sette minuti di spettacolo in cui Willy, il cui nome americano è Wile Ethelbert Coyote, da wily che significa scaltro, prova a catturare il velocissimo Beep Beep per ben undici volte, invano. Ispirato al racconto Roughing it (nella versione italiana il titolo è In cerca di guai) del celebre scrittore statunitense Mark Twain, il personaggio si presenta inizialmente come un eroe donchisciottesco, al punto che nei primi episodi viene identificato come Don Coyote. Ogni tentaivo, infatti, finisce con un fallimento. Il paesaggio che fa da sfondo è quello della Monument Valley. Da allora, il Coyote è ricordato come uno dei personaggi dei cartoni animati più sfortunati e simpatici di sempre. Già nel 1940 il tema dell’inseguimento imperversò: parliamo della rivalità fra il gatto Tom e il topo Jerry, creati da Hanna & Barbera, una delle serie più popolari che addirittura conquistò sette Oscar come miglior cortometraggio d’animazione, ispirata alla coppia Titti e Silvestro.

Willy non dà tregua alla sua preda, ma la sfortuna lo accompagna e mai riesce nell’intento di catturare il velocissimo pennuto, esemplare di Geococcyx californianus, appartenente alla famiglia dei cuculidi, più comunemente chiamato Roadrunner. Una preda velocissima che riesce sempre a sfuggire a Willy, nonostante i sassi, le frecce, la dinamite e tutti gli arnesi tecnologici, che solitamente sono difettosi. Dunque, in ogni avventura è il coyote a cadere vittima dei suoi stessi stratagemmi. In tutti i 48 cortometraggi della saga originale Wile è sempre muto e si esprime con cartelli, mentre in due corti, dove fa da antagonista a Bugs Bunny, parla con un marcato accento inglese. Due le apparizioni al cinema: in Space Jam, nel 1996, e in Looney Tunes: Back in Action, nel 2003.

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