Accadde oggi: 18 febbraio 1967, nasce Roberto Baggio, il Divin codino

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Non lo definirei un calciatore, né un campione. Io lo definirei leggenda. Roberto Baggio, il Divin codino del calcio italiano, compie oggi 53 anni. Nato il 18 febbraio 1967, è stato soprannominato anche Raffaello, per l’eleganza del suo stile di gioco e ha fatto innamorare le tifoserie di tutta Italia grazie alle sue prodezze calcistiche e a un’ineguagliabile e profonda umiltà. Si è distinto come uno dei migliori giocatori della storia del calcio mondiale, un talento puro, un attaccante di classe ed eleganza, fantasista in grado di ricoprire più ruoli: seconda punta o trequartista, centravanti o attaccante esterno. Michel Platini lo ha definito un “nove e mezzo” in quanto considerato a metà strada tra un attaccante e un rifinitore.

Baggio è stato un giocatore perfetto, un giocatore completo. In carriera, ha segnato ben 205 reti in Serie A, collocandosi al settimo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi, preceduto da mostri assoluti del calcio mondiale del passato come Piola, Nordahl e Meazza. Cresciuto calcisticamente nel Vicenza, è esploso nella Fiorentina, vestendo la maglia viola per cinque stagioni, totalizzando 94 presenze e 39 reti, per poi passare alla Juventus nel 1990, dove ha vinto il suo primo scudetto e la Coppa Italia. Arrivato al Milan nel 1995, ha vinto il suo secondo scudetto e, dopo un anno, è approdato al Bologna, Inter, e tra il 2000 e il 2004, anno del suo ritiro, al Brescia. Nel 1993 ha vinto il Pallone d’oro, e l’anno seguente, con la maglia della Nazionale Italiana, ha trascinato i compagni e il tecnico Sacchi ai Mondiali di USA 1994, arrendendosi solo ai rigori nella tragica finale persa contro il Brasile, sbagliando proprio il suo tiro. Ciò non ha scalfito il mito che ha creato, l’amore che i tifosi, di qualsiasi squadra, hanno provato per lui, la stima che nel corso della sua carriera è riuscito a conquistarsi.

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