Accadde oggi: 3 novembre 1914, viene brevettato il primo reggiseno

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Martedì 3 novembre 1914 venne brevettato uno dei capi di biancheria intima più amati dalle donne, segno di eleganza, sensualità ma anche di comfort e che, negli anni successivi, è entrato a far parte del guardaroba di tutte le donne del mondo. A inventare il reggiseno e a brevettarlo fu una ricca ereditiera americana di New York, Mary Phelps Jacobs, la cui idea era quella di creare un capo che limitasse i disagi delle donne senza costringerle a rinunciare alla propria bellezza e comodità. E così, in vista del ballo delle debuttanti del 1920, occasione in cui l’allora diciannovenne Mary Phelps avrebbe dovuto indossare un abito particolarmente scollato, che mal si adattava alla vestibilità del classico corsetto rigido con stecche di balena, brevettò il primo modello di reggiseno “senza dorso” che la storia abbia conosciuto (o almeno così ci confermano le fonti storiche), registrandolo col nome di Backless Brassiere. Nel progetto, la Phelps Jacobs fu aiutata dalla sua fidata cameriera; esso era estremamente semplice in effetti: bastavano due fazzoletti uniti da nastri di raso rosa, realizzando un modello assolutamente rivoluzionario: morbido e comodo da indossare, che separava naturalmente i seni ed era soffice, leggero e conforme all’anatomia del corpo femminile e ben si adattava a essere indossato sotto abiti scollati.

Già le antiche romane, per contenere “le grandezze indecorose”, facevano grande uso di fasce che fermavano poi con una cintura da indossare sopra la tunica, alla base del seno. Un’abitudine, quest’ultima, diffusa anche nel XIV secolo, quando le donne di alto rango per alzare il seno ne stringevano la parte inferiore con un’alta fascia. Arrivarono, poi, gli anni castigati del tardo Medioevo, tempo di corsetti in stoffa rigida e addirittura di armature metalliche.
Nel 1596 Scipione Mercurio dipinse, nella sua opera “La commare”, un reggiseno per nutrici sorretto da nastri sottili che si legano sul dorso, e da un altro da allacciare intorno al collo. Quello della Phelps Jacobs fu il primo prototipo di reggiseno che a poco a poco prese piede. Nel 1920 la giovane ereditiera fondò la Fashion Form Brassière Company, con sede a Boston; è qui che il suo laboratorio produsse con successo alcune centinaia di pezzi del suo articolo, per poi vendere tuttavia il brevetto alla Warner Brothers Corset Company di Bridgeport, per 1.500 dollari, investimento che nel giro di pochi anni fruttò all’azienda ben 15 milioni.
Nonostante il brevetto venga riconosciuto alla newyorkese Mary Phelps Jacobs, si dice che nel 1907 la rivista Vogue sia stata la prima a utilizzare la parola reggiseno e che molti altri ne attribuiscano la creazione alla francese Madame Herminie Cadolle, che l’avrebbe presentata nel 1889, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, quindi diversi anni prima della ricca ereditiera americana, con il nome di “soutien gorge”. In ogni caso, oggi il reggiseno è il simbolo per eccellenza della femminilità: coppe A e B, con ferretto o a balconcino, di pizzo o push-up, a fascia, senza bretelline o rigorosamente dello stesso colore degli slip, il reggiseno è oggi il simbolo per eccellenza di sensualità oltre che di comodità e benessere per ogni donna del mondo. Ricordando gli anni della giovinezza Mary Phelps dichiarerà: “Non posso dire che il reggiseno occuperà mai un posto nella storia come quello del battello a vapore, ma fui io ad inventarlo”.









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