Decreto Ristori 5: contributi a fondo perduto, cancellazione tasse sospese, nuovi bonus

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Con il nuovo Decreto Ristori, slittato a fine mese, l’obiettivo è quello di non basarsi sui codici Ateco, ma di assicurare indennizzi a tutte le partite IVA e gli imprenditori in grado di dimostrare di aver subito un calo del fatturato a causa del blocco delle attività a causa della pandemia. Per ottenere il bonus occorreranno comunque altri requisiti:

  • essere in possesso della partita IVA da almeno 3 anni;
  • essere in regola con i contributi INPS;
  • avere un reddito inferiore a 50mila euro all’anno.

Si potrà beneficiare del bonus se si dimostra di non essere beneficiari di alcun altro sostegno al reddito.

Addio ai codici Ateco

L’idea di fondo – come riportato dal ilsole24ore.com – è quella di erogare gli aiuti a fondo perduto a tutte le categorie, professionisti inclusi, colpite direttamente o indirettamente dalle misure anti Covid. Addio, dunque, ai codici Ateco e soprattutto alla base di calcolo fondata sulle sole perdite di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. Si guarda soprattutto al secondo semestre 2020 se non addirittura ai danni subiti in tutto l’anno. Per il calo del giro di affari si starebbe prevedendo una soglia di ingresso ai ristori del 33%, con un’ipotesi di elevarla anche al 50% se i soldi non bastassero, mentre per le somme da erogare si guarderebbe per la prima volta alle spese fisse non coperte dagli aiuti già in vigore“.

La promessa di cancellare le tasse

Altro capitolo allo studio, poi, è la cosiddetta perequazione – scrive ancora ilsole24ore.com – promessa dal Governo a fine anno. A partire dalla cancellazione delle tasse sospese. Una strada potrebbe essere quella di dare al contribuente la possibilità di optare tra accredito diretto in conto corrente, come avvenuto fino ad oggi per oltre 3,3 milioni di partite Iva, e un credito d’imposta da utilizzare in compensazione per ridurre le tasse rinviate a marzo (iva, ritenute e contributi di novembre e dicembre) o ad aprile con gli acconti di fine novembre 2020. Tutta da studiare anche la promessa cancellazione delle tasse per il quale il decreto ristori di fine anno ha lasciato in dote un fondo da 5,3 miliardi di euro“.

Sospensione delle cartelle

L’obiettivo è di allungare nuovamente la sospensione – in ultimo si legge ancora su ilsole24ore.com – delle cartelle, fermate al momento fino al 31 gennaio. Ma gli ostacoli sul percorso restano parecchi. Così come le incognite sul quadro di finanza pubblica, rilanciate anche dall’Upb sottolineando i rischi al ribasso sulle prospettive di crescita“.





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