Immagini dal Sannio: la chiesa e i palazzi signorili di Amorosi

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La Cappella di San Giuseppe, foto di copertina dal web

Amorosi è un piccolo comune in provincia di Benevento che si affaccia sulle sponde di due fiumi, il Volturno, proprio lì dove la sua portata si ingrossa, e il Calore Irpino. Le sue origini non sono antichissime, basti pensare che sembra sia nato nel tardo Medioevo, quando alcuni superstiti del terribile terremoto del 1349 scapparono da Telesia e si trasferirono in un territorio nuovo proprio per stanziarvisi. Non è chiara l’etimologia del paese: l’ipotesi più plausibile è che derivi da un nobile longobardo di nome Amoroso. Tra i personaggi celebri che hanno dato lustro al piccolo comune del Sannio beneventano ricordiamo il filosofo ottocentesco Sebastiano Maturi. Anche ad Amorosi, inoltre, nel 1955 fu girato il film La bella mugnaia, con Sophia Loren, Marcello Mastroianni e Vittorio De Sica.

È un paese piccolo e squadrato che in sé conserva delle vere e proprie perle architettoniche. La prima da menzionare è sicuramente la chiesa parrocchiale San Michele Arcangelo, sita nel centro cittadino. La facciata, realizzata nel XVIII secolo, presenta un solo portale di ingresso ed è affiancata da un bel campanile settecentesco su tre livelli con una cuspide piriforme rivestita da piastrelle maiolicate e policrome. Molto probabilmente è alla presenza longobarda che si deve la sua intitolazione al santo guerriero, dato che proprio presso di loro l’arcangelo fu santo nazionale. La sua facciata ha l’aspetto tardo barocco, realizzata probabilmente dopo il terremoto che sconvolse il Sannio nel 1688, anche se le prime menzioni dell’edificio risalgono agli inizi del XIV secolo. L’interno ha una sola navata e custodisce pregevoli opere d’arte prevalentemente dei secoli XVIII e XIX. Di notevole interesse è il dipinto raffigurante San Michele Arcangelo che uccide Satana, sopra l’altare maggiore, con l’Immacolata, lo Spirito Santo e l’Eterno Padre. Di notevole interesse anche la pala della Madonna del Rosario e quella con i Dottori della Chiesa che si trovano sugli altri due altari.

Panorama di Amorosi, foto di Davide Gaudio

Palazzo Maturi è una antica domus rustica, costruita da Giuseppe Maturi nel 1775, la cui storia fa parte della memoria collettiva amorosina. Dal 2014 ospita il palazzo del Municipio ed è considerato una vera e propria perla architettonica. Una delle sue facciate è interamente decorata con motivi in stile Rococò. Nella sua struttura, in un’ala del palazzo, è ospitato il Polo Culturale e Museale della Fondazione Allori, che accoglie un’importantissima collezione di immagini e cimeli della Storia d’Italia dalla fine dell’800 al 2000, alcuni di essi garibaldini appartenuti addirittura a Bettino Craxi. Accanto al Palazzo è sita la cappella della famiglia Maturi, anch’essa costruita nel 1775. Conosciuta come Cappella di San Giuseppe, è caratterizzata da una volta dai colori belli ed eleganti, sinuosi e intensi al contempo, che dipingono un cielo stellato che, grazie ad altre forme, disegni e schemi, rendono tutto l’ambiente assolutamente spettacolare. Una cappella dall’eleganza assoluta, come del resto tutto il Palazzo che conserva pregiati stucchi esterni, un elegante scalone, e possiede dei corridoi che rendono gli ambienti degnamente nobili nell’aspetto. Soprannominato Palazzo della Camera Marchesale, il Palazzo Piscitelli fu spesso dimora dei feudatari e attualmente di proprietà della famiglia Piscitelli. Bellissimi da vedere ad Amorosi sono i due ponti in pietra fatti costruire dai Borboni. Uno, del 1819, attraversa il Volturno e l’altro del 1860 attraversa il Calore. Quest’ultimo fu costruito per volere di Ferdinando II a seguito della sua venuta in paese, nel 1852.





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