Immagini dal Sannio: la processione di Santa Lucia a Capracotta

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La cappella, foto dal web

È la santa della luce e non a caso viene festeggiata proprio durante quello che, prima del calendario gregoriano, era considerato il giorno più corto dell’anno. Santa Lucia, martire cristiana morta durante le persecuzioni di Diocleziano, è molto celebrata in molte città del Nord, in cui quella del 13 dicembre in qualche modo è la città che anticipa il Natale, con tanto di regali ai bambini. Prima delle correzioni introdotte dal calendario gregoriano, il solstizio d’inverno, che segna l’inizio della stagione più fredda, cadeva proprio nella giornata del 13 dicembre, spostato ora alla notte tra il 21 e il 22 dicembre. Nelle campagne, durante la giornata del 13, vi era una consuetudine molto solidale: gli agricoltori che avevano avuto raccolti più abbondanti ne donavano una parte a chi invece aveva avuto una stagione meno fortunata. Si racconta anche che nel Bresciano, dopo un periodo di carestia, alcune signore di Cremona inviarono ai cittadini sacchi di grano a bordo di un carro trainato da asinelli con la distribuzione porta a porta che sarebbe avvenuta proprio nella notte tra il 12 e il 13 dicembre. Fu quello il momento in cui si cominciò a parlare di un intervento della Santa, che in vita donò i suoi averi a molte persone bisognose, dando origine alla tradizione dei doni in occasione del giorno di Santa Lucia. Inoltre, secondo la leggenda, nella notte che precede il 13 dicembre la Santa vola sui campi con una corona di luce per riportare fertilità. Un’altra leggenda racconta che in un non precisato luogo, durante un non precisato anno (qualcuno sostiene a Siracusa, città della Santa, nel 1646), durante una fortissima e tremenda carestia che stava decimando la popolazione, proprio nella giornata del 13 dicembre arrivò nel porto cittadino una nave carica di grano. Subito questo “dono” prezioso fu che fu distribuito alla popolazione che era talmente affamata da non perdere minuto alcuno per macinare il grano e produrne farina per preparare il pane. Eppure, mentre il grano bolliva, la gente lo mangiava per acquietare la fame, divorandolo appena cotto.


È per questo che in occasione dei festeggiamenti di Santa Lucia, in molte zone d’Italia è tradizione mangiare il grano bollito, simbolo di abbondanza e di pace, per ricordare che Santa Lucia, portatrice di luce nel buio, con il grano ha vinto la carestia. Questo è quanto accade anche a Capracotta, piccola e ridente località montana in provincia di Isernia, dove la Santa è una delle figure religiose più amate. La tradizione ci racconta che nel 1948 a un cittadino di Capracotta apparve in sogno la Santa, che gli chiese di costruire una chiesetta in suo onore sotto le pendici di Monte Campo. Fu proprio lì che un nutrito gruppo, composto da 22 abitanti del piccolo paese molisano, decise di costruire la cappella in onore di Santa Lucia, i cui lavori videro il termine nel 1950, con muratura portante in pietra, una pianta rettangolare a capanna, un portale architravato e un campanile a vela. Furono molti altri i cittadini a contribuire alla realizzazione della cappella, sia come manodopera, sia con donazioni in denaro, provenienti dalla vendita del grano. Nei pressi dell’area in cui sorge la cappella fu scoperto un corso d’acqua fresca e leggera, la cui sorgente si trova ai piedi della montagna, bevibile da una fontana dedicata alla Santa,+ che sembra abbia proprietà terapeutiche. L’attuale statua presente nel borgo fu donata nel 1952 in occasione di una grande festa in suo onore. Si tratta di una bellissima effige, bella come la tradizione descrive la Santa. A Capracotta, le celebrazioni di Santa Lucia si svolgono durante la terza domenica di agosto. Una tradizionale processione, una festa molto sentita. All’inizio dei festeggiamenti viene distribuito il grano cotto benedetto. La statua, che per tutto l’anno resta nella chiesetta, la sera del sabato viene portata in processione presso la chiesa madre. Un momento molto toccante e sentito, con i cittadini commossi, le automobili che illuminano la notte, i bambini che sfilano, le fiaccole che illuminano il suono della banda, le preghiere recitate dal sacerdote e dai fedeli, la campana che suona a festa e si fa sentire per tutto il paese. La domenica la statua viene trasportata per le vie del paese, e la sera fa ritorno alla cappella. Un momento molto toccante be sentito da tutti i cittadini del piccolo borgo molisano.

La tradizionale processione, foto di copertina di Oreste D’Andrea

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