Il più bel sarcofago mai ritrovato nella storia dell’archeologia

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Saqqara, trenta chilometri a sud dal Cairo: è qui che un gruppo di archeologi, pochi anni fa, ha fatto, fra tante, una grandissima scoperta. Grande necropoli antica, Saqqara ospita svariati complessi funerari dell’antico Egitto ed è qui che troviamo la più antica piramide d’Egitto, quella di Djoser. Gli scavi, avvenuti all’interno di una zona di un fossato che si estende tutto intorno alla piramide di Djoser, hanno dato la possibilità agli archeologi di rinvenire dozzine di mummie.

Il dr Kamil O. Kuraszkiewicz del Dipartimento di Egittologia dell’Università di Varsavia, ha affermato che queste mummie fossero molto modeste, con pratiche di imbalsamazione davvero basilari, i cadaveri avvolti nelle bende e poi seppelliti nella sabbia. Le mummie erano mal conservate in bare di legno che si sono completamente decomposte nell’arco dei millenni trascorsi.


Nonostante ciò, un sarcofago di pietra è riuscito a sopravvivere al passare del tempo e dei tombaroli, un sarcofago meraviglioso dai dipinti belissimi e dai colori stupendi. Su tale sarcofago, all’altezza del collo del defunto, c’è il dipinto di una collana e, sotto di essa, un’iscrizione con dei geroglifici, o meglio, un’imitazione riuscita male di alcuni di essi, una brutta copia degli originali che non portano con sé alcun significato. Troviamo rappresentata anche la barba, ma non per questo dobbiamo pensare si trattasse di un uomo perché anche le donne spesso, venivano raffigurate così. Gli occhi truccati dal kol, un cosmetico usato da ambo i sessi per proteggersi dalle malattie oculari. Ovviamente il disegno dello scarabeo sacro e un’altra raffigurazione, questa volta di due cani, che rappresenta una goffa imitazione di Anubi, il dio dei morti che veniva sempre colorato di nero. Sul sarcofago, però, il colore di questa divinità dell’antico Egitto è azzurro, ottenuto da polvere di lapislazzuli.

Il dottor Kamil ci spiega che probabilmente l’artigiano che ha cercato di dipingere il sarcofago non sapeva leggere e ha così ricopiato, come ha potuto, i geroglifici che vedeva. Riguardo alla rappresentazione in azzurro di Anubi, riferisce che secondo gli antichi egizi, era quello il colore dei capelli degli dei. Il sarcofago risalirebbe a circa 2300 anni fa ed è considerato il più bello mai ritrovato nella storia dell’archeologia. Molto probabilmente apparteneva a una persona di alto rango, considerati i dipinti e, su disposizione del famoso archeologo Zahi Hawass, è stato trasferito al Museo Archeologico di Saqqara.

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