AC diocesana, una preghiera per la pace in Ucraina e nel mondo all’annuale Festa dell’Adesione

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Comunicato Stampa – Giovanni Pio Marenna

Ha scelto di pregare, in modo particolare, per la pace l’Azione Cattolica diocesana di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti per la sua annuale festa dell’adesione diocesana, che s’è tenuta a San Salvatore Telesino, nella chiesa parrocchiale di “Santa Maria Assunta”. Lo ha fatto perché essere cittadini responsabili dei luoghi che si vivono e essere credenti e aderenti all’AC, che vogliono farsi testimoni di speranza, in questo momento drammatico in cui, in Europa, la pace è gravemente violata, ferita, calpestata, fanno sapere dal Consiglio Diocesano in una nota, “ci sprona ancora di più ad elevare la nostra preghiera a Dio, che sempre ascolta il grido dei suoi figli, e allo stesso tempo ci rende maggiormente consapevoli della chiamata ad essere operatori di pace, costruttori di comunità accoglienti e inclusive”. Una pace intesa non solo come assenza di guerra, ma una pace che sia vissuta, interiormente ed esteriormente, nella concordia, nella condivisione e nella comunione da ogni persona, in ogni famiglia, in ogni comunità, in ogni relazione.

Una bandiera della pace, idealmente abbracciata a quella gialla e blu dell’Azione Cattolica ai piedi dell’altare e un tessuto da intrecciare con dei nodi all’ingresso della chiesa ha accolto presidenti, Consigli parrocchiali e soci prima della veglia di preghiera. I fili intrecciati (a simboleggiare l’unità e la pace), l’immagine di una scultura di due mani che si stringono e sfiorano (simbolo di prossimità e fraternità) e una candela accesa (segno di speranza), i 3 segni portati all’altare, dopo la meditazione dell’assistente unitario don Mimmo De Santis sull’icona biblica dell’anno “Andate dunque” (Matteo 28, 16-20). E proprio l’essere coltivatori diretti di speranza è il messaggio che Gesù lascia ai discepoli prima di congedarsi da loro, chiedendogli di togliere gli ormeggi delle paure e abitudini, per andare a raccontare al mondo intero la novità e la bellezza di una vita vissuta alla sequela del Signore, per andare a raccontare, appunto, una speranza nuova. “In questo scenario oscuro, dove purtroppo i disegni dei potenti della terra non danno affidamento alle giuste aspirazioni dei popoli, non muta, per nostra salvezza, il disegno di Dio, che è “un progetto di pace e non di sventura” (cfr Ger 29,11). Qui trova ascolto la voce di chi non ha voce; qui si fonda la speranza dei piccoli e dei poveri: in Dio, il cui nome è Pace. La pace è dono suo e l’abbiamo invocata da Lui. Ma questo dono dev’essere accolto e coltivato da noi uomini e donne, specialmente da noi, credenti”, ha ricordato papa Francesco in un incontro di preghiera per la pace del 25 ottobre 2022

Che parte sempre da un allargare lo sguardo sulla realtà verso la nostra umanità. “Uno sguardo diverso sulla realtà – prosegue la nota del Consiglio Diocesano – può maturare quando abbiamo il coraggio di lasciarci guardare da Cristo. E’ il suo sguardo verso di noi che ci dà la giusta prospettiva con la quale guardare la realtà. Quella della promozione della fraternità come dimensione costitutiva dell’umanità”. Nel corso della Festa dell’Adesione s’è pregato per le vittime della tragedia di Ischia, rilanciando l’iniziativa solidale dell’AC nazionale di sostegno economico alla Caritas diocesana di Ischia, e per mons. Franco Piazza, nominato nuovo vescovo di Viterbo. Il saluto del presidente diocesano Giovanni Pio Marenna, la benedizione degli aderenti e delle tessere e la consegna delle stesse alle AC parrocchiali hanno concluso il momento di preghiera.





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