Ceniccola: “Ente Idrico nuovo, Politica vecchia”

Condividi articolo
Riceviamo e pubblichiamo – Fiorenza Ceniccola

Apprendo con piacere dalla stampa che la maggioranza dei Sindaci si sono rifiutati di dare il proprio consenso all’elezione del Consiglio del nuovo Distretto Idrico Sannita. Infatti, solamente 39 sindaci sui 78 aventi diritto hanno partecipato alle elezioni svoltesi nei giorni scorsi per la nomina dei 30 componenti del Consiglio già precedentemente indicati con l’accordo stipulato tra il Sindaco Mastella e il Partito Democratico.
Inoltre, tra le schede imbucate se ne sono contate 14 nulle, da attribuirsi ad una chiara manifestazione di dissenso nei confronti dell’accordo tra due formazioni politiche che fino alla scorsa settimana si sono scambiate accuse feroci sul modo di gestire la cosa pubblica ed oggi si ritrovano con grande serenità a dividersi le poltroncine del nuovo organismo che subentra alla fallimentare esperienza del Consorzio Idrico Alto Calore che ha lasciato in eredità ai cittadini-utenti una rete idrica “colabrodo” che a parere di qualcuno provoca punte di dispersione sino al 70% dell’acqua e una massa debitoria di circa 150 milioni di euro.

Se a tutto ciò aggiungiamo che è stato già sancito a priori l’accordo di dare vita ad una società mista pubblico-privata per la gestione dei servizi idrici del Sannio in dispregio a quanto previsto dal referendum popolare del 2011 (con il quale si chiedeva di lasciare l’acqua fuori dalla logica del mercato) appare fin troppo chiaro che ci troviamo dinanzi ad una logica spartitoria della vecchia politica politicante che non promette niente di buono e che non ha imparato niente dalla vicenda fallimentare del Consorzio Idrico Alto Calore. Senza fare polemica, qualche domanda nasce spontanea:

  • Per quale motivo non si è pensato di eleggere un Consiglio formato da tutti i 78 Sindaci del Sannio sulla falsariga della conferenza dei Sindaci dell’Azienda Sanitaria Locale?
  • Per quale motivo non si è voluto procedere alla costituzione di un’azienda speciale consortile tra gli Enti locali (come si è fatto a Napoli) che, peraltro, è la forma prevista dal Governo Draghi per poter accedere ai bandi e ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per il risanamento delle cosiddette “reti colabrodo”?
    In attesa di risposte, le mie più sincere congratulazioni a tutti i Sindaci che si sono rifiutati di partecipare a questa nuova “avventura” della vecchia politica che ha già provocato una vera e propria desertificazione economica e sociale del Sannio.




Print Friendly, PDF & Email