Guardia, “Benedetto Avvocato” è il libro d’esordio di Antonio Di Santo

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Riceviamo e pubblichiamo – Avv. Antonio Di Santo

Il 21 novembre scorso è uscito per Echos Edizioni “Benedetto Avvocato”, l’atteso libro d’esordio dell’Avvocato Antonio Di Santo

Il professionista guardiese coltiva parallelamente all’esercizio dell’avvocatura la passione sconfinata per la scrittura, che lo ha già portato a tagliare un traguardo importante: la vincita del premio letterario “Racconti intorno al vino” grazie allo scritto “La voce dei vigneti”. Le pagine dell’avvocato-scrittore trasudano sensibilità, passione, un profondo senso dell’umorismo nell’accezione calviniana del termine. Calvino aveva infatti descritto la sostanziale differenza tra parole leggere e storie che restano in superficie: “La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso.” La comicità di Antonio Di Santo, del resto, ricorda quella di colossi come Stefano Benni, Ennio Flaiano e, passando per lo storytelling cinematografico, quella di Woody Allen. “Benedetto Avvocato” è un libro che narra i nostri tempi in maniera godibile ma esemplare, offrendo uno spaccato del nostro popolo da un punto di vista storico e antropologico davvero prezioso. Il testo è disponibile nelle librerie ma anche nei principali store on-line (Mondadori, IBS, Libreria Universitaria ecc.).

SINOSSI DEL LIBRO “BENEDETTO AVVOCATO”

“Benedetto Avvocato” è un progetto che nasce un giorno come un altro vissuto dal suo autore, l’Avvocato Antonio Di Santo. Egli aveva preso parte alle sue udienze, aveva ricevuto i clienti nel suo studio e, tornando a casa, si era messo a riflettere su come fosse cambiata la professione dell’avvocatura negli ultimi due decenni. È nata così la voglia di raccontarsi. Il desiderio che anima il libro è quello di uscire dalla visione classica della figura dell’avvocato e dare un’immagine “aggiornata” di tutte le sue sfide e dei cambiamenti che nel tempo hanno rivoluzionato la professione. Oggi, per esempio, il rapporto tra avvocato e cliente è quasi paritetico, basato sullo
sfogo emotivo del patrocinato. Il protagonista del testo è un personaggio che assomiglia al suo autore, che vive di passione e senso di giustizia ma che non è estraneo ai sentimenti di angoscia, compassione e, in maniera molto accentuata, alla voglia di ridere. Ne risulta un libro che spicca per il suo accento divertente quando non spassoso, rendendo così fruibile un racconto che si delinea come un significativo quadro dei tempi in cui siamo immersi.

NOTE BIOGRAFICHE

Antonio Di Santo nasce a Benevento il 10 ottobre 1975. Anche suo padre esercitava la professione di avvocato, fatto che gli consente sin da ragazzo di respirare l’aria di uno studio legale e di appassionarsi all’avvocatura, esperendo la vasta gamma di sentimenti che essa suscita: dallo sdegno, a un sentire divertito sino alla commozione. L’esperienza di “testimone” dapprima, quindi di protagonista di questo esercizio pubblico, gli permette altresì di delineare sagacemente la rivoluzione in essere circa il suo ruolo professionale, considerando che l’avvocato ha ormai quasi una carica sociale in una terra di mezzo tra la legge e la psicologia. Infatti, sono tantissimi gli assistiti che finiscono con il raccontarsi, parlare delle proprie fragilità e ambizioni più recondite. Il protagonista di questo romanzo d’esordio è forgiato sul sentire, sui valori e sull’esperienza diretta di Antonio Di Santo, il quale pare collocarsi a pieno titolo tra gli autori emergenti più promettenti del momento.

ESTRATTO

Domani parteciperò all’ultimo atto dell’anno: una riunione condominiale, under 95, ad alta tensione. Un minuscolo condominio composto da quattro proprietari che duellano da qualche mese sulla
gestione del cortiletto comune, sulla pulizia delle scale e varie ed eventuali. Sono le nove, non sono nemmeno arrivato in studio, che il cellulare squilla con una certa veemenza quasi a gridare lo stato d’animo alterato di chi sta dall’altra parte dello smart phone.

“Pronto, Avvocato?” Sento gridare dall’altra parte.
“Sì chi parla?”.
“Sono Gualtieri, si ricorda? Un condomino di Via Donnadolce!” risponde come se non potesse
telefonarmi nessun altro per motivi urgenti.





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