Salvatore e Mario Tribisonna: segreti e curiosità della bici futuristica simbolo dell’ottava tappa del Giro

Condividi articolo

“Il futuro si colora di rosa”: parole di Salvatore e Mario Tribisonna, nomi che per antonomasia, in Valle Telesina, si associano alle due ruote. E quelle stesse due ruote sono diventate ormai simbolo protagonista di un lembo di Sannio che si sta tingendo di rosa, in vista dell’ottava tappa del 104esimo Giro d’Italia, prevista per il prossimo sabato 15 maggio, che partirà da Foggia per attraversare i paesaggi naturalistici del nostro Sannio storico e genuino e vedere il suo arrivo a Guardia Sanframondi. Lo scorso 8 aprile, con la presentazione di Italia in Rosa, i monumenti principali delle cittadine sannite che verranno raggiunte dai corridori si sono tinti del colore del Giro. Il primo segno di benvenuto ai corridori, ormai da tempo tanto attesi, visitatori, telespettatori, media e appassionati. Una brillante intuizione con un duro lavoro alle spalle diventata concretezza nelle ultime settimane per i sei comuni protagonisti, specialmente per Guardia Sanframondi, dove è stato ufficialmente presentato e inaugurato il simbolo di questa ottava tappa, ideato e progettato dai fratelli Tribisonna.

“Si tratta di una bicicletta davvero futuristica, che guarda con fiducia al futuro. Un esemplare unico al mondo, perché realizzato su disegno e progetto totalmente nostri. Abbiamo impiegato circa 150 ore di lavoro per arrivare alla sua completa realizzazione”. Queste le parole di Salvatore Tribisonna, ideatore e costruttore dell’opera futuristica che è stata donata al Comune di Guardia Sanframondi e che ne abbellisce gli interni del Palazzo Municipale. Il fratello Mario Tribisonna, invece, ne ha curato i dettagli fin nei minimi particolari e ne ha effettuato una verniciatura molto particolare, riuscendo, dopo svariate prove, nottate, mattinate e pomeriggi di lavoro, a ottenere lo stesso colore utilizzato nel logo ufficiale del Giro d’Italia. “Si tratta di un’opera con telaio interamente in fibra di carbonio fasciato con forma aerodinamica e ruote in alluminio. A rendere ancora più accattivante il design, le pedivelle curve a camme che servono a eliminare interamente il punto morto della pedalata, come avviene sulle classiche pedivelle”.

“La maggior parte delle persone – prosegue Tribisonna – si chiede se questa bicicletta possa davvero funzionare. La risposta è sì, dato che un’azienda di Seattle, negli USA, ha già lanciato in commercio alcuni esemplari, non molti, equipaggiati con motori elettrici. Credo che nei prossimi anni ne vedremo su strada alcune anche qui da noi. Il mio intento era quello di presentare qualcosa di diverso dal solito e che potesse creare interesse, ma con un significato ben specifico”.

Non una scultura simbolica così a caso, dunque, ma un progetto che è nato principalmente con due grandi finalità: “Sotto alla bici ho aggiunto la frase ‘Il futuro si colora di rosa’, parole che stanno a significare che il prossimo 15 maggio non sarà la fine di un’avventura straordinaria, piuttosto potrà segnare l’inizio di un futuro sempre più roseo, ciclisticamente parlando. Intendiamo sfruttare questa occasione enorme per realizzare qualcosa di altrettanto importante, ma mi fermo qui, perché per ora non posso e non voglio aggiungere altro. Il secondo motivo è quello che rappresenta la filosofia aziendale dei Tribisonna, ossia creare e personalizzare i nostri prodotti con soluzioni tecnologicamente avanzate da applicare sulle bici da corsa, con l’obiettivo di raggiungere per sempre pesi più ridotti e miglioramenti in termini di prestazioni. Per quanto mi riguarda, bici da corsa vuol dire essenzialità e leggerezza che equivale al miglioramento della performance, eliminando ciò che non serve, per rendere più accessibile soprattutto una salita”.

La bici realizzata dai fratelli Tribisonna è stata regalata alla comunità intera e ora è custodita presso la Casa Comunale. Un logo simbolo di intraprendenza, innovazione e ricerca, che sia da stimolo per migliorarci sempre e non fermarci mai. Una bici che guarda al futuro, all’essenziale, un futuro in Rosa. Un simbolo di futuro nato in questo momento storico, certamente molto complesso, che però sia testimone agli occhi del mondo di una Guardia che sa essere un borgo all’avanguardia, innovativo, al passo coi tempi, quella smart city che tanto mi piace decantare.

“In questo periodo – conclude Tribisonna – sono molti i ciclisti che dalle zone partenopee o casertane si stanno spingendo fino a Guardia. La curiosità è quella di percorrere il futuro tracciato dell’ottava tappa del Giro che arriverà qui. Mio fratello e io stiamo lavorando molto per rendere piacevole al turista l’ingresso nella cittadina. Abbiamo realizzato personalmente le biciclette di benvenuto alla Rotonda delle Cantine, in bella mostra accanto al Grappolo d’uva di Mancini, per poter dare i primi segnali di cambiamento in rosa. Siamo felici di vedere tanta curiosità da parte dei ciclisti e l’intenzione, mia e di mio fratello, è quella di accoglierli al meglio a nome dell’intera Guardia. Conosco la passione delle due ruote e mi sento di star vicino a questi appassionati. Ecco perché la mia azienda offrità gratuitamente a ogni singolo ciclista di passaggio, che lo vorrà, sali minerali per poter proseguire al meglio nel loro percorso. Ora non ci resta che aspettare la carovana rosa di circa duemila persone, tra cui 190 giornalisti accreditati da tutto il mondo per vedere come reagiranno alla visione di questa bici che guarda avanti. La cosa che più è importante per noi è che il vincitore di tappa la autograferà, per renderla ancor di più unica al mondo. E sono orgoglioso che questa unicità abbia avuto origine dalla nostra passione di una vita. La bicicletta”.

Print Friendly