Bonus Covid: circa 2000 amministratori locali dovranno restituire i 600 euro all’Inps

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Consiglieri regionali, sindaci e assessori dovranno restituire i 600 euro del bonus che avevano richiesto come comuni cittadini. L’indennità era stata messa a disposizione dal governo Conte per far fronte ai problemi economici causati dalla pandemia in corso. Ora circa duemila tra sindaci e altri amministratori locali che lo scorso aprile avevano ricevuto il bonus in quanto titolari di partita Iva dovranno restituire tutta la somma ricevuta. L’Inps, come scrive il Messaggero, è già entrata in azione. L’ente previdenziale sta già contattando tutti coloro che hanno percepito il bonus, in quanto titolari di partita Iva, per riavere indietro le somme elargite.

Secondo il parere dell’ufficio legislativo del ministero del Lavoro le somme sono state ricevute indebitamente perché incompatibili con i trattamenti dovuti a chi ha un mandato politico, purché continuativi. In altre parole sindaci, assessori comunali e regionali e consiglieri di Regione dovranno ridare all’Inps il denaro. Per i consiglieri comunali, invece, nessun problema in quanto prendono solo un gettone di presenza. Secondo il ministero del Lavoro, infatti, “i gettoni di presenza non sono assimilabili alle indennità di funzione e ai compensi di natura fissa e continuativa corrisposti agli amministratori locali”

La vicenda coinvolge politici praticamente di ogni schieramento. Il Messaggero ricorda, ad esempio, il caso di Roberto Gravina, sindaco 5S di Campobasso, che all’epoca in cui esplose lo scandalo dei bonus anti-Covid versati ai politici si difese spiegando di aver devoluto “l’intera somma al fondo del Comune”. Il primo cittadino ora dovrà restituire all’Inps l’importo dato in beneficenza. 

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