Amedeo Ceniccola scrive al Presidente della Provincia di Benevento

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Al Presidente della Provincia di Benevento Avv. Antonio Di Maria

Egregio Presidente, le aspettative evocate nel Suo intervento pronunciato in occasione della presentazione dello studio di Confindustria Benevento “Il Sannio: Da Territorio a destinazione” mi hanno fatto ricordare gli impegni assunti 20 anni orsono dal Consiglio Provinciale, allorquando, nella seduta del 16.9.1999 non esitò ad approvare all’unanimità la proposta di “Delocalizzazione degli uffici provinciali dalla Rocca dei Rettori”, da me presentata, per far diventare il castello simbolo della città di Benevento il punto focale di una strategia di sviluppo sostenibile  basata su di un’idea-forza: la predisposizione di un itinerario turistico-culturale teso a valorizzare il Sannio attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione dei Castelli e dell’architettura fortificata presente nel territorio sannita. Una proposta ribadita, successivamente,  nel protocollo d’intesa “Sannio dei Castelli” da me predisposto in qualità di sindaco pro tempore di Guardia Sanframondi ed illustrata, in data 30 settembre 2001, nel Castello dei Sanframondo all’assessore regionale Marco Di Lello ed al presidente pro-tempore della provincia di Benevento, Carmine Nardone con l’ausilio di Aldo Loris Rossi  ed  arricchita con la prima mappatura dei castelli del Sannio predisposta dalla Feder-Mediterraneo guidata da Franco Nocella.

     Venti  anni possono essere una vita. E di fatto lo sono. Ma passano inesorabilmente e non te ne accorgi. Eppure quindici anni non sono bastati per tradurre in realtà  gli impegni  solennemente assunti dall’assise provinciale ed oggi siamo  costretti a dover registrare l’ennesima occasione mancata che forse, questa nostra terra. guardando a quello che è successo nella Loira sotto l’impulso di Jack Lang, ministro della Cultura nonché sindaco di Blois,  avrebbe potuto cambiare il destino di questa nostra provincia e non saremmo ancora oggi a parlare di studi da cui emerge “… l’immagine di una provincia ricca di storia, di arte, di cultura, di prodotti tipici locali, di acque termali e di paesaggi naturali” da trasformare in… destinazione turistica”.

       E poiché sono profondamente convinto di tale possibilità mi piace ricordare che Re, papi e feudatari hanno scandito il trascorrere dei secoli nel Sannio dentro e attorno a questi castelli e dai castelli, per oltre mille anni è dipesa la vita di generazioni e generazioni di sanniti: per motivi di difesa, per ragioni politiche e per sistemi di lavoro legati al regime feudale. Oggi, tramontata la loro era, superate le loro antiche funzioni, costituiscono nel loro insieme un grande contenitore culturale, un grande attrattore turistico e una preziosa occasione di sviluppo economico che il Sannio non può e non deve permettersi il lusso di lasciarsi sfuggire.   

        Pertanto, mi auguro che l’impegno da Lei  pubblicamente assunto di: “… fare in modo che le Istituzioni pubbliche locali indirizzino ogni sforzo per valorizzare le straordinarie potenzialità culturali ed enogastronomiche del territorio sannita” possa tradursi, quanto prima, in  azioni amministrative concrete.

 Da parte mia, mi permetto solamente di aggiungere: il “gap” del Sannio nel turismo, nell’enoturismo e, in particolare, in materia di accoglienza è già fin troppo conosciuto e studiato;basta con gli studi e convegni, è tempo di passare dalle parole ai fatti!

Nel frattempo La saluto cordialmente.

 Dott. Amedeo Ceniccola                              









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