Aquile Randagie: il tributo di una piazza di Vitulano

pubblicato in: Notizie dal Sannio | 0
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Comunicato Stampa – Fabio Francesco Columbro e Davide Baldino – Reparto Fortunae Vitulano I

Ciò che hanno fatto le Aquile Randagie è noto a tutti coloro che intraprendono il percorso formativo degli scout ma ciò che rappresentano oggi è così importante da intitolare una piazza in loro onore? Vediamo piazze e strade intitolate a uomini storici che sono stati, con le loro azioni memorabili, fondamentali alla formazione della società in cui viviamo noi oggi. Ebbene, le Aquile Randagie fanno decisamente parte di questa categoria di persone perché la loro opera è qualcosa di sempre attuale, di mai banale e soprattutto da non dimenticare.

Le Aquile Randagie vengono ufficialmente fondate il 20 maggio 1928 da alcuni capi dei reparti scout di Modena, Milano e Parma, un mese dopo lo scioglimento per ordine del regime fascista dell’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani). Le fiamme vennero deposte solo un mese prima, ma il senso di resistenza e la voglia di non interrompere le attività hanno portato quasi subito Giulio Cesare Uccellini (Kelly), Andrea Ghetti (Baden), Vittorio Ghetti (Cicca) a fondare questa unione che ad oggi possiamo considerare la parte più importante della storia dello scautismo italiano.

Le Aquile Randagie hanno continuato per 16 anni ed 11 mesi le attività scout clandestinamente, tempo in cui la voglia di forgiare i giovani secondo gli ideali dello scautismo è stata più forte della paura delle conseguenze. Ecco che, dopo 75 anni, mantenere la memoria di ciò che è stato diventa un dovere e un onore. Da ciò il progetto, curato dal gruppo scout Vitulano 1, di intitolare a loro una piazza. Appuntamento domani mercoledì 5 Agosto alle ore 17 a Vitulano per vivere un pomeriggio dedicato al ricordo e all’educazione. Interverranno il presidente dell’Agesci, Vincenzo Piccolo, e il prof. A. Ciervo per presentare il suo ultimo volume.  Serata da non perdere perché ricordare le Aquile Randagie significa inserirsi nel solco della tradizione di questa grandissima associazione mondiale per comprendere che l’essere scout non si limita ad una uniforme un paio d’ore a settimana oppure a fare qualche uscita durante l’anno dormendo in tenda, ma è un vero e proprio stile di vita che spinge ad affrontare situazioni complicate come quella del fascismo in maniera determinata e ad aiutare il prossimo in qualsiasi circostanza.

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