Centro Studi del Sannio, presentazione del libro “Suor Maria Goglia Elmetto e Soggòlo”

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Comunicato Stampa – Annamaria Gangale

Per la ripresa delle attività dopo il blocco imposto dalle restrizioni da Covid il Centro Studi del Sannio propone alla riflessione degli studiosi, ma anche alla sensibilità del popolo la figura di Suor Maria Goglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare sul campo. Venerdì 11 novembre, con inizio alle ore 17.00, presso la Sala del Centenario del Convento della Madonna delle Grazie al Viale San Lorenzo di Benevento, si terrà la presentazione del libro “Suor Maria Goglia Elmetto e Soggòlo”, scritto da fra Davide Fernando Panella per le Edizioni Realtà Sannita.

Introdotti dagli indirizzi di saluto di fra Antonio Tremigliozzi, ministro provinciale Ofm, e coordinati da Mario Pedicini, direttore organizzativo del CSS, interverrà Paolo Palumbo, docente universitario di Diritto Ecclesiastico, e concluderà l’autore. Sarà presente anche la famiglia Goglia. Nel 1943 suor Maria Goglia aveva 33 anni ed era la vicaria dell’Istituto delle Suore Compassioniste Serve di Maria a Roma. Ebbene in questo istituto, che si trova tuttora in Via Torlonia, si trovò ad affrontare le conseguenze dello sbandamento militare dopo l’armistizio, con l’Italia spaccata in due tra la Monarchia presidiata dal Re nell’Italia Meridionale e la Repubblica di Salò instaurata nel centro nord. Roma ricadeva nella Repubblica, ma godeva dello status di Città Aperta. Suor Maria non esitò a dare ospitalità a soldati sbandati (compresi altissimi ufficiali), ma soprattutto a ebrei scampati alla prima retata dell’ottobre 1943 e alle successive operazioni di invio verso i campi di sterminio della Germania nazista.

Furono oltre sessanta, soprattutto donne, le persone ebree “regolarizzate” da suor Maria con documentazioni sapientemente predisposte per “nascondere” le loro esatte generalità. Carte di identità, ma anche attestazioni di appartenenza alla religione cattolica suffragate dalla partecipazione ai riti solo per legittimare il temporaneo “status” di non appartenenza alla razza ebraica, ma senza alcun tentativo di induzione alla adesione alla religione cattolica. La storia di questa monaca, originaria di Vitulano che le ha dedicato una strada, è raccontata – con ineccepibile documentazione – da padre Davide Panella, frate minore francescano, professore di storia e filosofia nei licei. Padre Davide non si ferma a documentare una pagina che getta luce tra le tenebre del conformismo politico. Avendo visitato a Gerusalemme il giardino dei giusti, indica per suor Maria Goglia il meritato posto di “giusto tra le nazioni” da parte della “famiglia” ebraica, con la apposizione della targhetta marmorea del suo nome in quel luogo chiamato Yad Vashem.





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