Guardia Sanframondi. Amedeo Ceniccola: per non dimenticare… n.6

postato in: Notizie dal Sannio | 0
Condividi articolo

Le misure adottate dal sindaco Amedeo Ceniccola per mantenere in ordine i conti del Comune.

Sala biblioteca-Casa Comunale

Mantenere l’equilibrio economico-finanziario dell’Ente comunale diventa sempre più difficile e l’Amministrazione è costretta a rimodulare le tariffe per le certificazioni. Il gruppo consiliare “Per Guardia”  continua  nella campagna mistificatrice  e non esita ad accusare falsamente il sindaco Ceniccola di fare una   “politica degli sperperi”  e di adottare  “misure sempre più dragoniane”.

Fono-registrazione del discorso  pronunciato dal Sindaco nel Consiglio Comunale svoltosi in data  25 febbraio 2000

Signori Consiglieri,

 non posso accettare le illazioni lanciate dal gruppo consiliare “Per Guardia” tendenti a far apparire questa Amministrazione  “lassiva e spendacciona” con il malcelato intento di metterla alla gogna ed indicarla come unica  responsabile della situazione oggettivamente deficitaria dell’Ente.

    Si tratta di un’autentica falsità e chi  afferma ciò:

              mente sapendo di mentire!

     E sono pronto a lanciare una sfida  per vedere se c’è qualcuno che è disponibile a raccoglierla: se qualcuno ritiene  che i debiti fuori bilancio da noi riconosciuti:

  •  97 milioni di lire dati alla famiglia Brod (a seguito di una sentenza emessa dal Tribunale) per l’atto di esproprio dei terreni in via Campopiano non eseguito nei termini previsti dalla legge nell’anno 1981 e che oggi ci costringe a pagare a peso d’oro un terreno che 20 anni orsono non valeva una lira bucata;
  •  100 milioni di lire versati alla ditta “Fremondo costruzioni” di Foschini Giovanni a seguito di una sentenza emessa dal Tribuale;
  •  500 milioni di lire pagati alle tre ex cuoche a seguito di sentenze emesse dal Giudice e passate in giudicato.

 siano stati  “un atto lassivo e non dovuto”  lo invito a presentare una formale denuncia alla Corte dei Conti e sono pronto a pagare con il mio portafoglio se il Giudice dovesse attestare che gli atti da noi assunti non siano stati a tutela e salvaguardia esclusivamente degli interessi di questo Ente che ho l’onore di rappresentare.

     Però, mi auguro che qualcuno sia capace di fare altrettanto di fronte ad un giudizio della Corte dei Conti che confermi la correttezza del nostro operato.

    Per quanto riguarda, invece, le cosiddette “torchiature” che questa Amministrazione starebbe mettendo in essere a danno della comunità guardiese, trattasi di un’altra menzogna grande come una casa che solo chi è in malafede può scrivere ed affermare.

 La verità è che fino ad oggi l’unica “torchiatura” è stata messa in atto nei confronti di noi stessi perché, per la prima volta nella storia di questo Ente, nel bilancio comunale  alla voce “Indennità di carica al Sindaco” -che la legge stabilisce nel limite di lire 5.440.000 al mese- appare la cifra di 0 (zero) lire ed alla voce “Costo degli organi Istituzionali” appare la cifra di 0 (zero) lire.

    Inoltre, un’altra “torchiatura” è stata effettuata sulla pelle del Segretario Generale  a cui ho chiesto di esercitare anche la funzione di Direttore senza alcuna retribuzione (contrariamente a quello che avveniva prima della mia elezione alla guida di questa comunità) e voglio approfittare dell’occasione per ringraziarlo pubblicamente per la disponibilità dimostrata nei confronti della nostra comunità.

  Infine, un’altra “torchiatura” è stata fatta nei confronti della maggioranza consiliare che per poter chiudere il bilancio in pareggio ha dovuto rinunciare a qualsiasi idea di programmazione.

    Tutto ciò per non voler ricorrere a quella che viene definita “finanza creativa” che finisce poi per scaricare su quelli che verranno il peso finanziario delle spese effettuate, così come hanno fatto coloro che ci hanno preceduto.

   Infine, per quanto riguarda l’aumento delle tariffe relative alle certificazioni di cui si parlava e che incideranno sulle tasche dei guardiesi per circa 10-15 milioni di lire cercheremo in futuro di ridurle attraverso una migliore valorizzazione del patrimonio comunale che fino ad oggi non era stato nemmeno inventariato.

Alla faccia della buona amministrazione!

N.B. Per dovere di cronaca, va ricordato che il Sindaco Ceniccola è stato l’unico nella storia di Guardia Sanframondi a rinunciare allo stipendio previsto dalla legge per   dimostrare con i fatti di essere al servizio della comunità.

Chi è arrivato dopo il Sindaco Ceniccola alla guida del Comune non ha esitato ad aumentare sempre di più le tasse e spendere circa 100 milioni di lire all’anno per pagare lo stipendio al Sindaco e Assessori.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Amedeo Ceniccola

Print Friendly, PDF & Email