Comunicato Stampa – Partito Democratico, Federazione Provinciale di Benevento
Dal Molisannio al Grande Centro: dichiarazioni del segretario provinciale
Domani sera a Paduli, ospiti del PD locale, dibatteremo anche del periodico tormentone “Molise-Molisannio-Sannio”. A partire dal nome che, in questo caso, non ĆØ un dettaglio. Non lo ĆØ perchĆ© definisce anche il percorso immaginato, unāespansione dellāattuale Molise, con capoluogo Campobasso, da compiersi per via (legge) ordinaria, ovvero la nascita di una Regione realmente nuova per via costituzionale. La prima soluzione la confinerei nellāambito dellāennesima boutade di Mastella, dāincanto divenuto desideroso di “staccarsi da Napoli” dopo aver dichiarato, in lungo e in largo, la sua “centralitĆ ” nelle vicende politiche campane, dalle elezioni della CittĆ Metropolitana a quelle delle Province di Caserta e Avellino. ComāĆØ noto, la forza dirompente di Noi di Centro ha prodotto “zero eletti” in tutti e tre i casi.
Tuttāaltra cosa sarebbe, a mio avviso, cimentarsi nellāorganizzazione di una Regione ex novo che, oltre al Molise e al Sannio beneventano, coinvolgesse ampi settori dellāIrpinia e il versante dauno della Puglia contiguo al Fortore. Questāultima ipotesi, oltre a superare il vincolo costituzionale del milione di abitanti sancito dallāart. 132 della Carta, traccerebbe un percorso verso un innovativo soggetto territoriale di ben altra rilevanza demografica, socio-economica e quindi politica.
Viceversa il “Molisannio”, nei modi in cui ĆØ stato proposto, sarebbe una mera “annessione” dei comuni Sanniti alla regione Molise che, non a caso, resterebbe tale anche nel nome per evitare la legge costituzionale altrimenti necessaria.
Si tratta dellāennesimo bluff in stile “Grande Centro” di cui ha favoleggiato a lungo e in largo il sindaco pro tempore di Benevento, inascoltato ā ovvero non udito ā dallāintero panorama politico nazionale. Il centro (grande, piccolo o microscopicoā¦) ĆØ evaporato con la rielezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. Infatti, coloro i quali avrebbero dovuto essere i compagni di viaggio di Mastella, da Toti a Brugnaro, passando per Cesa e Renzi, sono tutti giĆ ampiamente “collocati”. I primi tre nella coalizione di Destra-Centro, lāultimo nel “campa largo” del Centrosinistra. Resta solo lui senza (fissa) dimora. Peraltro, non sarĆ sfuggito ai più accorti che dellāattuale schema elettorale, con il 37% di collegi uninominali e la necessitĆ di alleanze tra partiti e movimenti di caratura nazionale, non conceda molto spazio a viandanti locali e partitini familistici confinati entro lāEpitaffio. In ogni caso non cāĆØ spazio nel Centrosinistra. Sarebbe auspicabile non ve ne fosse nemmeno altrove.


















