Ponte, la Giunta Fusco adotta il PUC

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Comunicato Stampa

Dopo una faticosa istruttoria, abbiamo finalmente adottato in Giunta il Piano Urbanistico Comunale e, subito dopo questo passaggio, i cittadini avranno a disposizione 60 giorni per formulare le loro osservazioni a questo importante strumento di programmazione e sviluppo del territorio. Si è trattato di un lavoro certosino, mirato a perfezionare un impianto che darà un volto nuovo alla nostra Comunità, nel rispetto però di ciò che è l’attualità urbanistica e paesaggistica

In primis, abbiamo scelto di puntare su una riduzione della volumetria edificatoria, così come richiesto dalle normative vigenti, saturando meglio le aree del centro urbano, avendo dotato il Puc di un Regolamento Attuativo. In più si è ridimensionata l’area industriale, liberando da questo vincolo una notevole estensione di terreni che torneranno definitivamente alla coltivazione di prodotti di pregio oleari e vitivinicoli, così come è nella nostra vocazione territoriale.

Inoltre, abbiamo puntato al miglioramento della qualità urbana individuando, all’interno del centro urbano tre aree di sviluppo che dovranno migliorarne la fruibilità da parte dei cittadini: grazie alla creazione di aree verdi e parcheggi, con un’area destinata al raggruppamento in un unico plesso di tutti gli ordini scolastici, infine, con il recupero di una terza area oggi in stato di abbandono. Naturalmente, si è tenuto conto di tutti i vincoli che impattano sul nostro territorio, in più è stata anche recepita la nuova sede ferroviaria insieme a tanto altro ancora, in attesa delle osservazioni che presto andranno ad implementare il Piano definitivo, che verrà successivamente deliberato in Consiglio. “È fondamentale – ha dichiarato il sindaco Marco Fusco – che questa visione futura di Ponte, così come delineata nel Piano Urbanistico Comunale, necessiti di una ampia condivisione da parte della comunità. Cittadini, associazioni, categorie professionali, imprese e commercianti possono e devono aiutarci a migliorare il disegno che abbiamo ipotizzato. La comunità non è di chi l’amministra, è di tutti, di ogni singola persona che ha scelto di vivere e costruire qui il proprio futuro”.





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