Un raggio di sole illuminerà sempre il convento di Circello

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In un borgo, nell’entroterra beneventano, a Circello, tra il fruscio dei tigli profumati e i colori sempreverde, sorge un chiostro, con colonne decorate da toni vivaci. Il 12 giugno del 1617 il Duca Maria Nicola Di Somma, sovrano di Circello, annunciò di voler costruire un convento per i frati francescani. L’Istrumento venne redatto il 21 Aprile del 1619; con questo atto il Duca offrì il terreno per il giardino, mentre la madre Ippolita donò il denaro per costruire la chiesa. Il Provinciale dell’epoca si impegnò a tenere nel convento, a opera ultimata, dodici frati. A tal punto, al Duca restava il diritto di proprietà, ai frati l’uso perpetuo, e solamente la Santa Sede avrebbe potuto allontanare i frati dal monastero. A causa del terremoto del 1962, il convento venne distrutto; nel 1992 per volontà dei frati presenti all’epoca in Circello, la chiesa fu ricostruita, portando alla luce la pietra viva della struttura, restituendo quell’immagine di semplicità, tipica della vita francescana. Il borgo, finalmente tornò a vivere quella vita monastica e spirituale di un tempo.

Di grande importanza Padre Ildefonso Iannella e Padre Enrico, colonne portanti del Convento; con loro si diede il via alle prime ristrutturazioni, dando un animo alla struttura. Padri che hanno supportato il chiostro, dando una voce e un nome a quell’edifico abbandonato dalle vicissitudini storiche. Da sempre il convento dei Frati Minori è stato al centro della vita spirituale degli abitanti di Circello, basti parlare con un circellese per capire quanto affetto nutra per quei frati e per la struttura pronta a ospitare ogni fedele; giunti, però, al rammarico totale, quando per mancanza di Frati Francescani fu data la chiusura. Nonostante ciò, Padre Ildefonso, non abbandona ciò che aveva realizzato, fondato. Ogni domenica e in ogni festività si reca nel borgo per celebrare la Santa Messa. Emozionante è stata la celebrazione della messa in occasione della festività di Sant’Antonio; si è tenuta all’aperto, nel campetto adiacente al chiostro.

Le parole del Padre hanno toccato i fedeli, quando ha precisato “Il Convento non è mai morto!”, da secoli simbolo del coraggio, del trasformare l’oscuro in luce, il pianto in sorriso, l’irrazionale in creatività. Di grande rilievo, l’O.F.S, La Gi.fra e i delegati, una fraternità che si occupa del monastero, una vera e propria famiglia che cerca di valorizzare e promuovere, nonostante la chiusura della struttura nei giorni feriali, il convento. Un vero e proprio associazionismo. Il Convento sarà sempre di grande rilievo per la vita di ogni circellese, segnerà la diversa epoca di ogni abitante, non cesserà mai di vivere, lo vedremo sempre rifiorito, e illuminato dal raggio di sole più bello. 

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