Santi e imprecazioni nella tradizione popolare

Condividi articolo

Uno dei santi più “sulla bocca di tutti” nella nostra tradizione popolare è sicuramente Santu Niente, uno dei santi inventati e invocati a cui si ricorre per esprimere un concetto in certe situazioni particolari (come quando ti schiacci un dito con il martello, ad esempio). Quando gli stipendi erano pagati, di norma, il 27 del mese, in quel giorno ricorreva San Paganino (il santo pagatore), come ovvio, molto venerato e che annovera tanti fedeli. Un’interiezione molto comune, nell’Italia centro-meridionale, è Mannaggia che si lega sempre a qualcuno o qualcosa, la sua origine deriva dall’espressione Mal n’aggia, “Male ne abbia”, un po’ come dire “Maledetto chi o cosa!”. Nella tradizione popolare troviamo anche Santo Ladrone che era uno dei ladroni crocefisso insieme a Gesù e che è stato eletto, per la sua specificità, patrono dei ladri, i quali, a fronte della buona riuscita del malfatto, sono pronti a donargli una munifica offerta devozionale.

Nell’ imprecazione a nomina di un santo, (“scherza con i fanti e lascia stare i santi”), tecnicamente ci sarebbero tutte le ragioni per considerarla una blasfemia legata alla bestemmia, ma la “furbizia popolare” sostituisce al nome della divinità un nome inventato che sottrae l’imprecazione dalla valenza religiosa di peccato.

Una sottile “linea rossa” separa le imprecazioni verso Gesù nell’intenzione di non offendere la figura di Cristo a fronte di altra cosa o persona meno blasfema tale da rendere, la carica di irriverenza, innocua. Del resto i grandi peccatori elevavano le grandi cattedrali. Non solo i santi, ma anche i beati che sono in attesa di canonizzazione trovano posto nella tradizione popolare: in Sicilia, terra religiosissima, una imprecazione molto famosa è Beata Minchia la beata per eccellenza ma anche Beato Assunto, concepito più come augurio in una terra identificata per la costante e storica mancanza di posti di lavoro.

“I santi non sono super uomini”. Papa Francesco lo ha ricordato proprio nella ricorrenza della festa di Ognissanti. “I santi non sono nati perfetti, sono come noi, come ognuno di noi, persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze”.

A Napoli si diffuse, nei quartieri più malfamati, la figura di Santa Maria Egiziaca (un’eremita vissuta fra il IV e il V secolo) patrona delle prostitute pentite. Una città dove sacro e profano si confondono continuamente: in una chiesa del quartiere Materdei, si professa un culto molto particolare “Và a vasà ‘o pesce e San Rafèle”. Il pesce, è contenuto in una cesta portata dall’arcangelo Raffaele, e ricorda il miracolo delle interiora di pesce che servirono a Tobia (personaggio biblico), per intercessione del santo, a salvare il padre in fin di vita. La statua del santo è oggetto di venerazione e baciare il pesce nella cesta viene raccomandato alle giovani fanciulle in cerca di marito o alle donne che non possono avere figli. La tradizione racconta che la regina Margherita, a cui fu intitolata la famosa pizza, non riuscendo ad avere eredi, si concesse all’insolita prestazione entrando così di diritto nell’immaginario popolare napoletano che mescola da sempre il serio al faceto, il vero al falso, il tragico al comico.

    Il santo protettore dei bar SAN BITTER

    Il santo protettore dei rinfreschi SAN DWICH

    La santa protettrice dei rinfreschi SANTA ARTINA

    Il santo protettore degli ubriachi SAN GIOVESE

    Il santo protettore dei fast-food SANTO STAPANE

    Il santo protettore dei ricami SAN GALLO

    La santa protettrice degli erboristi SANT’ISANA

    Il santo protettore delle lingue indoeuropee SAN SCRITO

    Il santo protettore dei malati di tubercolosi SAN ATORIO

    Il santo protettore dei Filistei SAN SONE

    Il santo protettore degli idraulici SAN ITARIO

    Il santo protettore dei pomodori SAN MARZANO

    Il santo protettore di Don Chichotte SAN CHOPANZA

    Il santo protettore dei calzaturifici SAN DALO

    Il santo protettore delle tigri SAN DOKAN

    Il santo protettore dei gelatai SAN MONTANA

    Il santo protettore dei santi SAN TINO

    Il santo protettore dei carnefici SAN GUINARIO

    Il santo protettore dell chiese SAN TUARIO

    Il santo protettore dei pescatori SAN PEI

    Il santo protettore dei telefonini SAN SUNG

    Il santo protettore dei rivoluzionari SAN CULOTTO

   Iil santo protettore delle multe SAN ZIONE

   La santa protettrice dei Romani SAN NITA

   Il santo protettore dei pasticcieri SANT’ HONORE’

   Un prete ubriacone DOM.PERIGNON

   Il santo protettore dei gay SAN CULAMO

   Il santo protettore degli interrogati SA’N CAZZO

   Il santo protettore dei programmi tv di sinistra SAN TORO

   Il santo protettore dei chitarristi SAN TANA

   Il Santo protettore delle Cicladi? SAN TORINI

(fonte: https://www.bastardidentro.it/testi-divertenti/tutti-santi-123)









Print Friendly, PDF & Email