Immagini dal Sannio: i territori vitati del Sannio beneventano

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10 mila ettari di terreni vitati, quasi 8 mila imprenditori viticoli, un centinaio di aziende imbottigliatrici ed etichettatrici, per la produzione di oltre un milione di ettolitri di vino prodotto, tre denominazioni di origine e una indicazione geografica e più di sessanta tipologie di vini. Migliaia di aziende impegnate nella produzione di uva, 160 cantine con più di 2 mila lavoratori. Un ricco programma di eventi nell’arco dell’anno solare, in cui predomina la sfilata dei carri realizzati ogni anno a Solopaca con i primi chicchi d’uva della stagione, durante la Festa dell’Uva; non meno importante la rassegna enogastronomica Vinalia di Guardia Sanframondi: questi non sono solo numeri, ma sono gli elementi salienti di una delle zone più vitate d’Italia, il Sannio, e la provincia beneventana è la leadership nel comparto vitivinicolo di tutta la regione Campania.

Aglianico, Solopaca, Barbera del Sannio, Sommarello, Piedirosso, Agostinella, Falanghina, Coda di volpe, Malvasia, Palombina, Moscato di Baselice, sono solo alcuni esempi del patrimonio viticolo sannita. Il Sannio ha delle colline immense e pittoresche e basta viaggiare attraverso esse per rendersi conto di quanto la viticoltura sia caratterizzante il suo territorio, principale fonte di sostentamento economico della sua popolazione. Il Beneventano è la provincia più agricola della Campania, e al capoluogo sannita spetta il primo posto nella produzione di reddito in agricoltura, proprio nel comparto vitivinicolo. Le viti dominano e sovrastano le bellezze rurali della zona, specialmente nelle aree tra il massiccio del Matese e il Taburno, e dalle pendici del Taburno al fiume Calore. I vigneti sanniti si estendono in meravigliosi scenari, interrotti qua e là da altre colture e abitazioni. Alcuni di questi hanno piante ultracentenarie. Le viti sono il segno inequivocabile dell’identità culturale e sociale dell’intera comunità sannita.

Un vigneto di Guardia Sanframondi, foto di Antonio Lucia Foschini.

L’Aglianico è il vitigno a bacca nera più diffuso nel Sannio beneventano e identifica perfettamente la vitivinicoltura sannita, essendo da secoli coltivato nelle aree a maggiore vocazione della provincia. È un vino tipicamente meridionale, introdotto dai Greci e splendidamente acclimatato in Campania nelle Province di Avellino e Benevento. La sua coltivazione secolare ha selezionato l’Aglianico biotipo Amaro, da cui si ottengono alcuni dei vini sanniti più affermati e prestigiosi, primo fra tutti l’Aglianico del Taburno D.O.C.G. nelle tipologie rosso, rosato (l’unico rosato a D.O.C.G. italiano) e riserva, prodotto in tredici comuni sanniti. Oltre all’areale del Taburno, l’Aglianico è il vitigno principe di alcune produzioni enologiche di notevole pregio, come il Sannio D.O.C. e nelle sottozone Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Guardiolo.

La Falanghina è un vitigno a bacca bianca della Campania e la sua coltivazione si estende su un’area pari al 5% dell’intera superficie vitata della regione. La zone a maggiore vocazione, oltre ai Campi Flegrei e la zona casertana, è proprio il Sannio beneventano. Il vitigno Falanghina deriva probabilmente da antichi ceppi greco-balcanici e sembra dovere il suo nome al suo portamento espanso per cui, tradizionalmente, la vite veniva legata a pali di sostegno detti falange, da cui Falanghina, “vite sorretta da pali”. Questo vitigno era quasi stato abbandonato nel corso dei secoli per poi essere rivalutato. Anche grazie alla Falanghina, il Sannio si è fatto conoscere nel mondo, e il suo rappresenta il vitigno base di molti vini di pregio della Campania, come i vini DOC Guardiolo, Solopaca, Taburno ed è utilizzato anche per la produzione di vini spumanti nelle stesse denominazioni di origine. La Falanghina del Sannio, dal suo caratteristico colore paglierino, è coltivata soprattutto in zone collinari caratterizzate da un clima caldo e molto secco e si caratterizza per la grandezza dei suoi grappoli, oblunghi oppure tondeggianti.

Castelvenere, con oltre il 60% della superficie vitata totale, è proprio il territorio più vitato della Campania e tra i più ricchi e pregiati d’Italia; Guardia Sanframondi e Solopaca la seguono a ruota, e la Guardiense e la Cantina sociale solopachese sono le più importanti realtà cooperative della Campania e tra le principali del Mezzogiorno. La Guardiense è una cooperativa con 1.000 soci, ha 60 anni di storia, ed è stata fondata da “33 soci coraggiosi e lungimiranti” nel 1960; è una delle più grandi d’Italia e ha un considerevole quantitativo di vino prodotto annualmente, milioni e milioni di bottiglie vendute in Italia e nei principali mercati internazionali. La Cantina di Solopaca è una Cooperativa Agricola tra le più antiche della Campania, che con i suoi 120 mila ettolitri di vini prodotti è ai primi posti nella produzione regionale. Nel suo territorio, già nel 1100 alcuni documenti parlavano dei vuttari di Solopaca, coloro che avevano a che fare con le botti di vino, le votti, appunto. I suoi vigneti sono ubicati in un vasto comprensorio che parte da Solopaca e coinvolge altri sedici comuni limitrofi, raggiungendo una superficie vitata totale di circa 1.300 ettari. Qui viene coltivato il Solopaca DOC, primo vino nel Sannio ad aver ottenuto il riconoscimento di origine controllata (D.O.C.).

Sannio Falanghina “Città europea del Vino 2019” è il prestigioso riconoscimento assegnato al territorio beneventano da Recevin, ossia la rete delle 800 Città del Vino presenti in undici Paesi europei. Si tratta di un importantissimo distretto del vino comprendente ben ventitré territori sanniti. Sono sei i Comuni che hanno sostenuto la candidatura (Guardia Sanframondi, Castelvenere, Solopaca, Sant’Agata de Goti, Torrecuso e Benevento) e diciassette quelli che hanno deciso di aderire all’associazione Città del Vino (Telese, Montesarchio, Dugenta, Amorosi, Bonea, Campoli del Monte Taburno, San Lorenzo Maggiore, Melizzano, San Lorenzello, Faicchio, San Lupo, Cerreto Sannita, Vitulano, Frasso Telesino, Paupisi, Foglianise, Ponte), oltre alla Provincia di Benevento.

Il sindaco di Guardia Sanframondi, Floriano Panza, coordinatore della Capitale europea del Vino, nel 2019 è stato onorato del Premio VitignoItalia 2019, “per aver trasformato la vocazione vinicola di un’area in un progetto di cooperazione territoriale capace di contaminare e coinvolgere imprese e operatori, istituzioni e cittadini, dando vita in Campania ad un vero e proprio distretto del vino, sostenibile e responsabile”. Il significato ultimo del Premio è quello di promuovere e stimolare i processi di contaminazione culturale sui temi della sostenibilità nel comparto vitivinicolo, come leva strategica di sviluppo, che punta alla cooperazione dei sindaci e dei territori sanniti nella valorizzazione della rinomata zona vitata sannita.“Grazie alla Falanghina abbiamo valorizzato il paesaggio della Valle del Vino, a testimonianza delle energie che abbiamo messo in campo per promuovere la nostra terra e dei traguardi ambiziosi che possiamo raggiungere quando il territorio si unisce per un obiettivo comune. Falanghina significa vino ma ogni goccia parla al mondo anche di Sannio, turismo, tradizione, cultura e sviluppo sostenibile. Lo Statuto del Paesaggio Rurale può rappresentare il primo passo verso un dossier di candidatura per diventare patrimonio UNESCO, sulla scia di quanto già accaduto per le colline del Prosecco”. Queste le parole del sindaco Panza e l’augurio dei territori sanniti è proprio quello di veder brillare le proprie terre dinanzi al mondo intero grazie a questa ricchezza straordinaria. Prosit!

Il francobollo celebrativo di Sannio Falanghina “Citta europea del Vino” 2019.

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