Il gruppo vocale “Vox Fidei”, un’esperienza corale ed emozionale

Condividi articolo

“Sì, nascerà il mondo della pace;
di guerra non si parlerà mai più.
La pace è un dono che la vita ci darà,
un sogno che si avvererà”.

Parole di amore e di speranza, quelle appena ascoltate: Hopes of Peace, di Gen Rosso, straordinariamente interpretata dal Gruppo vocale Vox Fidei di Guardia Sanframondi. Professionisti della coralità? No, affatto. Solo tanta passione, amicizia, un gruppo unito sotto la bandiera di una grande passione. Quella che oggi vi voglio raccontare.

Ho fatto quattro chiacchiere con il cuore pulsante di questa associazione che ha pochi anni di vita, tra un bicchiere di falanghina e qualche oliva denocciolata. Un’associazione nata da poco ma tanto seguita e molto amata dai guardiesi, che piano piano sta cominciando a farsi consocere e ben volere da tutto il circondario. La passione che trasuda dal Maestro Enzo Palma, vero e proprio spirito propulsivo del gruppo, dal Presidente Vincenzo Falato, e dall’entusiasmo di Michele e di Michela, e dalle tante voci del gruppo guardiese è encomiabile, lodevole. Non parlo, come già detto, di vocalist professionisti: qui c’è la passione, quella per il canto, per la coralità, per la musica e per lo stare insieme. Qui c’è la passione per la fede, da considerarsi come un viaggio da intraprendere in senso lato, e non da vedersi solo come un discorso religioso.

Il Maestro Enzo Palma mi ha raccontato proprio questo: Vox Fidei, la voce della fede, è da considerarsi quale fede verso un impegno e un obiettivo da perseguire. Una fede da non vedersi solo nell’accezione religiosa: fede verso un continuum politico, sociale, morale e il video mostratovi sopra caratterizza assolutamente il concetto che ho appena riportato. Nonostante la pandemia, nonostante le regole governative volte a contrastare la diffusione del contagio, divisi in gruppi, distanziati, con l’accortezza dell’utilizzo dei Dpi, i vocalist della Vox Fidei di Guardia Sanframondi non si sono mai fermati. Alba è l’augurio di capodanno che da qualche anno il gruppo presenta, omaggiando i guardiesi con una esibizione volta a rinnovare una grandiosità melodica che rinvigorisce ed esalta lo spirito. Ecco, infatti, che se negli scorsi anni la Basilica dell’Assunta e di San Filippo Neri ha ospitato il coro guardiese, in cui in una diretta Facebook ha espresso i propri auguri di buon anno all’intera comunità, quest’anno, un video registrato ha perseguito lo stesso obiettivo per non fermarsi e lanciare il proprio messaggio di speranza e resilienza, nonostante tutto.

In ogni caso, nonostante l’elasticità con cui interpretare la parola fides, il senso ultimo del gruppo vocale è quello di percorrere un percorso cristiano, un modo per pregare in canto. Non sinfonie teologiche, non classici della tradizione cristiana, ma canti a carattere religioso non tradizionali, un leit motiv beat, talvolta, da reinterpretare in chiave polifonica, corale. Ecco Gen Rosso, ecco Branduardi, o Gen Verde. Un modo per portare a chi ascolta un messaggio cattolico, non solo cristiano, in cui è evidente un’armoniosa strutturazione artistica. I canti delle voci del gruppo non sono solo da vedersi come una celebrazione liturgica, ma anche come una sorta di prosecuzione di quello che è il percorso del teatro sacro, quella sacra rappresentazione che è narrazione di un fatto religioso non con la semplice lettura. Un messaggio cristiano rivolto a tutti, dai credenti agli agnostici, da percepire quale sprono per far emergere la propria moralità, per mettersi dinanzi all’introspezione dei discorsi più intimi e profondi del proprio animo.

Un coro nato dalla grande passione e devozione del popolo guardiese nei confronti dei Riti Settennali. “Nel 1996 ebbi il primo contatto con questa fantastica esperienza. Ero ancora uno studente del Conservatorio quando fui contattato per dirigere il Coro del Rione Portella. Si trattò di un’unica esperienza che mi ha toccato profondamente. Nel 2017 ho rivissuto i Riti, in maniera più partecipata e sentita. È stato un punto non di arrivo, ma di partenza, perché da quel momento, con i coristi, abbiamo sentito l’esigenza di dar vita a un bellissimo gruppo corale. Non un coro rionale, ma un coro che abbracciasse tutta Guardia, e che abbattesse ogni appartenenza di quartiere”. Il 2017, dunque, è nato un progetto tra amici, amici che avessero voglia di incontrarsi, conoscersi e confrontarsi in una nuova esperienza, quella canora. Un gruppo che inizialmente vedeva la presenza unica delle donne, non solo del rione Portella, ma anche di altri rioni, fino all’allargamento di donne di altri paesi. Finché sono arrivati anche alcuni uomini. Un tentativo di prosecuzione dell’esperienza corale dei Riti Settennali, una continuazione sul percorso dell’omaggio e della vocazione verso la Madonna dell’Assunta. E infatti, a parte Alba, un evento fisso che caratterizza l’impegno del Gruppo vocale Vox Fidei è quello della continuità dell’evento penitenziale nei confronti dell’amata Vergine di ogni guardiese. Ogni ultimo sabato di agosto, infatti, le voci della Vox Fidei danno vita a un evento itinerante, che percorre le strade del bel borgo del Sannio, giungendo fino a Lei, in quella lucente nicchia del santuario. Il primo anno, nel 2018, il concerto itinerante è partito dall’Ave Gratia Plena, mentre nel 2019 dallo splendido gioiello che è la Chiesa di San Sebastiano. in coro verso la basilica, verso l’Assunta, verso la Madre del popolo di Guardia.

Un gruppo che va via via sempre più allargandosi, composto da una settantina di amici, conoscenti, che per l’occasione stringono rapporti umani e di amicizia che restano, crescono e segnano. Un gruppo che canta per passione, non a livello professionale, che coopera sotto l’ala della coesione. Tutto diventa leggero, quando si canta insieme, quando si prova, quando si sbaglia e si ricomincia. La musica è da vedersi come strumento terapeutico e questo elemento catartico, antalgico, si manifesta proprio nell’empatia che c’è tra queste persone. Ogni età, ogni genere di rapporto tra di loro: amici, sorelle, conoscenti, madri e figlie, un puzzle che insieme crea qualcosa di armonioso e ricco di spiritualità. Voci di soprani, contralti, tenori e bassi che, come in un puzzle perfetto, si incastrano perfettamente, riuscendo a creare una fantastica sinergia. Si canta e ci si capisce con lo sguardo, un’esperienza che fa trasudare la passione che si mette in ciò che si fa. Ognuno impara dall’altro, sostiene l’altro, ci si appoggia gli uni agli altri. “Il mettere insieme voci diverse è il punto più importante nel lavoro della coralità. Siamo tante voci diverse che in momenti diversi devono entrare e non sovrastare le altre, ci deve essere un grande rispetto dei tempi e degli spazi di ognuno”. Il rispetto delle regole per dare voce a una perfetta coralità, una tela fatta di norme precise e strutture traslate, da poter riportare, metaforicamente, anche come esempio per la buona convivenza comunitaria, dove cittadini con idee diverse, pur continuando a mantenerle vive, potrebbero convivere pacificamente nella vita sociale senza alterarne gli equilibri, senza voler sopraffare gli altri, senza voler a tutti i costi soffocare una voce diversa, sempre nel rispetto delle idee e dei pensieri di tutti.

Un’associazione costituitasi il 30 gennaio 2019, che ha animato varie manifestazioni religiose, anche fuori Guardia, da Cerreto Sannita a Benevento, e che purtroppo ha dovuto fermarsi a causa della pandemia. Non si è fermata però nell’entusiasmo, nella voglia di continuare a pensare in grande. L’idea è di aprirsi ad altri progetti culturali, ma anche ad altre persone che abbiano voglia di mettersi in gioco nella grande passione canora. L’apertura è verso tutti, nessuno escluso, nel rispetto delle tradizioni e delle radici della cultura identitaria di Guardia e del Sannio. Un’associazione che pian piano sta crescendo e sta vedendosi affermare in tutto il tessuto sociale di Guardia. Un’associazione inizialmente accolta in maniera fredda, vista con diffidenza e che ha fatto ricredere i più, se non tutti. Ma l’indole di Guardia è questa. L’apertura, l’amore. “La laboriosità è la caratteristica più bella che mi ha colpito del popolo guardiese – mi dice in conclusione il Maestro Palma. – I guardiesi non si fermano e quando c’è un ostacolo sanno sapientemente bypassarlo. Sono un grande popolo dove tutti, qualsiasi sia la loro estrazione, il proprio lavoro, le radici che conservano, hanno come punto in comune quello della terra e del lavoro di essa. Il vivere la terra, il farne un elemento caratterizzante della propria vita, li porta a essere uniti e a stare insieme, nonostante tutto”. E il gruppo vocale Vox Fidei è proprio questo: tante anime belle, tante voci, tante età, tante identità, che oltre all’attaccamento alla loro terra hanno come punto in comune quello grande che è la melodia di un canto, la sacralità di un testo da interpretare e vivere. Un modo di pregare insieme, di stare accanto agli altri, di entrare nelle corde più silenziose degli animi della gente, nei cuori diffidenti, in quelli più propensi ad aprirsi, per mettersi al cospetto della propria moralità, dei propri sentimenti, di quello che è nascosto in loro e di aprirlo sulle ali delle melodiose note di un canto.

Print Friendly