Ceniccola: “De Luca fa lo smemorato per farsi bello agli occhi dei Sanniti”

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Nota stampa del Dott. Amedeo Ceniccola, candidato per il Consiglio Regionale della Campania nella lista Caldoro Presidente-Unione di Centro                                               

Un “hombre sin verguenza” direbbero gli spagnoli, un sublime rappresentante di quel paese di Pulcinella che si stende nel mare dalle Alpi al Lilibeo, uno che sta in piedi per le “marchette elettorali” distribuite a destra e a manca (per fronteggiare l’emergenza sociale e sanitaria provocata dalla quarantena generale decisa dal Governo Conte-Zingaretti per fronteggiare il virus cinese che, in realtà, nel Centro-Sud  non è mai arrivato), il vecchio volpone della politica campana Vincenzo De Luca che stamattina è venuto a Benevento per annunciare che: “il prossimo ottobre riaprirà l’ospedale di Cerreto Sannita e sarà un ospedale di comunità” per dare il via ad un’altra miserevole giostra di promesse elettoralistiche nel momento in cui si afferma che: “La riattivazione della struttura ospedaliera porterà anche all’assunzione di trenta infermieri e trenta operatori socio-sanitari”. Così il dott. Amedeo Ceniccola sulla riapertura dell’ospedale di Cerreto Sannita da parte di De Luca.

Ma che bella notizia! – continua Ceniccola – Ce ne mancavano promesse di posti di lavoro in queste nostre amene contrade del t’amo pio bove, stavamo scarsi a venditori di fumo per speculare sulla disperazione dei nostri cittadini-elettori“.

De Luca dovrebbe essere onesto con – conclude Ceniccola – i sanniti e dire a voce alta che la chiusura  dell’ospedale “Maria delle Grazie” di Cerreto Sannita fu decisa nel 2008 da Bassolino, De Mita e Mastella (con il silenzio-assenso di Panza Floriano) e la riapertura di questo nosocomio come “Ospedale di comunità”  arriva con dieci anni di ritardo ed è stata finanziata con circa 4 miliardi di lire dal Presidente Stefano Caldoro  con il Decreto n°49 del 27/09/2010. Restiamo in religiosa attesa di poter leggere quanto prima questo secondo comunicato da parte dello Sceriffo di Santa Lucia per dare a Cesare quel che è di Cesare e al Presidente Caldoro il doveroso riconoscimento di merito“.





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