Immagini dal Sannio: Pietraroja, il borgo antico delle eccellenze

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Nella fresca e ricca vegetazione dei monti del Matese, troviamo un ridente e piccolissimo borgo, che ha origini molto antiche. Un borgo che conta poche anime ma che ha delle eccellenze che sono conosciute in tutto il mondo. Siamo ai confini con la regione molisana, luogo dei Sanniti pentri, in un contesto ricco di sorgenti, come quelle del torrente Titerno o del Torbido, boschi e vegetazione. Il territorio dei pentri certamente non coincide con l’abitato attuale, modificatosi certamente dopo il terremoto del 5 giugno 1688. Dopo la dominazione romana, Pietraroja subì quella dei longobardi, dei normanni, nel periodo feudale dei Sanframondo. Con Guardiaregia, Sepino, Campobasso, Cusano Mutri, ci dice Wikipedia, “fu una delle sedi del brigantaggio sul massiccio del Matese.Di Pietraroja viene ricordato soprattutto Gabriele Varrone, capo della banda omonima, noto per le incursioni (1861) a Civitella Licinio, frazione di Cusano Mutri, e alla stessa Pietraroja contro i posti della guardia nazionale. La base dei briganti era l’imprendibile grotta dei Briganti o delle Fate, a cui si poteva accedere solo calandosi con funi. Nel dicembre 1863 la guardia nazionale pose l’assedio ai briganti rifugiati nella grotta suddetta e li convinse ad uscire facendo salva la vita in cambio. La promessa non fu mantenuta ed essi furono fucilati nella località Aria della Corte (Aria corta), situata dietro l’edificio comunale”

Un luogo che gli amanti del trekking e della montagna non possono certamente farsi sfuggire. Percorsi che fanno scoprire le tante meraviglie floreali e faunistiche della zona, ricca di specie anche rare. Percorsi ricchi di fontane e di piccole sorgenti dall’acqua fresca e leggera, diuretica, salutare e disintossicante, così come salutare e disintossicante risulta lo sguardo a tutto tondo che si può gettare dall’alto del suo belvedere. Un luogo ameno e salubre, dal clima sempre fresco e piacevole, anche sotto ai nudi e cocenti raggi sel sole, un luogo piccolo e tanto ricco che fa parlare al mondo intero grazie alle sue eccellenze. E per eccellenze, si intendono sia quelle gastronomiche, sia quelle che hanno reso celebre Pietraroja nota in tutto il mondo, quelle dai richiami giurassici, che hanno incuriosito e intenerito gli esperti di ogni angolo della Terra. Parlo di Ciro.

Pietraroja, il luogo magico dove il tempo si è fermato”: così il bel borgo matesino è stato definito dal giornalista Roberto Giacobbo, parlando di una terra che milioni di anni fa era una laguna e dove sono stati trovati moltissimi fossili di pesci. E infatti il borgo sannita è oggi considerato un vero e proprio museo all’aperto da tutelare. Si pensa che oltre a Ciro, il cucciolo di dinosauro che ha conquistato il mondo, a Pietraroja potrebbe esserci dell’altro e che questo paesino possa raggiungere vette di importanza e fama a livello planetario. Ciro è certamente uno dei ritrovamenti più straordinari. Si tratta di un cucciolo di dinosauro dal peso di 200 grammi e vissuto 113 milioni di anni fa, che ha fatto del centro matesino, paese che prende il suo nome dal colore della bauxite (pietra rossa) presente in grandi quantità nella zona, la sede di un ente geopaleontologico di grande rilevanza, il cui museo è stato allestito addirittura da Piero Angela. Del piccolo Ciro rimane anche una sacca con il tuorlo dell’uovo, e anche grazie a questo il cucciolo poteva alimentarsi. Numerosi gli studi paleontologici sul fossile, e di conseguenza su tutta la specie: il suo intestino è stato analizzato alla perfezione e grazie alle recenti analisi si è scoperto che il piccolo Scipionix Samniticus aveva appena mangiato tre pezzi di carne. Nel 1978, il geologo Scipione Breislack segnalò per primo la presenza di pesci fossili nei dintorni di Pietraroja, e oggi, grazie anche al suo iniziale contributo, il Parco Geopaleontologico di Pietraroja è uno dei più importanti giacimenti fossiliferi italiani, conosciuto da più di 200 anni.

Se vogliamo parlare della genuinità dei suoi prodotti, non possiamo non nominare un’altra grande eccellenza sannita: il prosciutto, considerato il più buono del mondo. L’altitudine del suo territorio, la purezza della sua aria, fresca, frizzante e incontaminata, il suo microclima asciutto che ne aiuta la stagionatura fa di Pietraroja il paese che nel mondo produce il miglior prosciutto, quello considerato eccellenza di alta qualità e il più costoso. Una stagionatura che dura dai 48 ai 60 mesi e la sua essicazione naturale che avviene, di solito, in vecchie cantine, danno vita a un insaccato buonissimo. Un prosciutto certamente diverso, che si avvale della genuinità e degli aromi che provengono dalla qualità della carne, dagli alimenti dati ai maiali, che pascolano in un ambiente salubre e allo stato brado, e dal luogo di stagionatura. Un prodotto per palati fini e sopraffini, bello da vedere e un piccolo lusso da assaporare, che necessita di continue cure per poter arrivare alla qualità e alla maturità perfetta. Nell’Annuario generale del Regno del 1933, Pietraroja era indicata come “località alpestre, di rigidissimo clima, alle falde del Monte Mutria”. E si aggiungeva: “Si producono ottimi prosciutti che vengono esportati“. Il Prosciutto di Pietraroja è riconosciuto come PAT – Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, su proposta della Regione Campania. Oltre allaa essiccazione naturale, caratteristiche del prodotto sono la lieve affumicatura e una morbida consistenza. Un vero e proprio lusso per palati fini e sopraffini. Ma non solo: la gastronomia eccelle anche per altri prodotti tipici. I carrati sono pasta fresca di grano duro lavorata a mano attraverso l’uso di un fuso (detto anche fusiglio carriato) di acciaio o rame lungo circa 15 centimentri appartenente immancabilmente al corredo delle spose. In passato, questa prelibatezza di conservava per eventi importanti o solenni, quali matrimoni o qualsiasi evento religioso importante. La seronta, piatto di origine pastorale, è ottenuta con lardo soffritto insieme a cipolla, acqua, sale a cui vengono aggiunti pezzi di pane. La ricetta viene arricchita da aggiunta di uova e/o funghi ma oggi è molto apprezzata la variante con pancetta o pomodori freschi. Un borgo da vivere, conoscere, visitare e degustare. Un borgo da esplorare e da annotare certamente sul nostro taccuino da viaggio.

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