Dalla Valle Telesina all’Australia: fede, culto e identità

Condividi articolo

Ricordi, immagini, affetti, emozioni, legano la Valle Telesina e la Campania al mondo dell’emigrazione: separazioni che riecheggiano nelle tradizioni ancora vive e partecipate che tengono in vita un filo diretto con la terra natia.

In Australia, la festa in onore della Madonna di Montevergine è considerata la più grande festa religiosa della comunità campana di Melbourne, segue la festa di San Gennaro: un busto bronzeo del santo patrono di Napoli, sempre a Melbourne, si trova nella chiesa di St. Joseph a West Brunswick e viene portato in processione il 19 settembre di ogni anno per le vie di Lygon Street, il luogo in cui si concentra la più grande comunità italiana d’Australia.

A Sydney, il “Comitato Laurentini in Australia” organizza in ottobre la festa in onore della Madonna della Strada, la prima delle tante feste organizzate dagli emigrati sanniti di Sydney e sicuramente quella che ha più successo grazie ai tanti devoti e partecipanti.

Nel sobborgo di San Leonard a Sydney nella St. Leonard’s Catholic Church, nel 2004 è stata collocata una statua lignea raffigurante Maria SS. Dell’Assunta (una copia di quella che si venera a Guardia Sanframondi), commissionata dal Presidente dell’associazione guardiese Comitato Pro Assunta che così scriveva, ai tempi, in una nota d’invito al sindaco della cittadina guardiese: “…come ben sapete una statua dell’Assunta uguale a quella che abbiamo nel nostro paese di origine, è stata commissionata, tramite l’oreficeria Remo Del Vecchio, e dovrebbe arrivare a Sydney per la data sopra annunciata (il 7 novembre, appunto). Ed è per questo che prendo l’occasione, a nome dei guardiesi e di tutto il mio comitato, di invitarla insieme a tutta la sua giunta comunale a Sydney ed essere presenti, come nostri ospiti, a questo evento così importante…”.

Al tempo la cosa provocò non pochi malumori presso alcuni guardiesi che si ritenevano “scippati ” di un evento religioso unico al mondo”, e paventavano “la distruzione della identità culturale, sociale ed economica di un popolo”.

Nei mesi scorsi sono stato a Naremburg sulle tracce degli ultimi guardiesi che avevano costituito in quel sobborgo una piccola comunità e, come avviene da diversi anni ad oggi, la comunità italiana non esiste quasi più, soppiantata da genti di provenienza asiatica, di fede cattolica, che siedono sugli stessi scranni che un tempo avevano visto numerose famiglie italiane che trovavano nella Chiesa un elemento di forte aggregazione ed appartenenza e nella fede ai loro santi locali, un forte attaccamento emotivo ed emozionale con la terra natia.  





Print Friendly, PDF & Email