Pillole dalla zona rossa: l’oro verde di San Lorenzo Maggiore

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Come va il vostro lockdown? Io vi dirò: a lavorare da casa sono abituata e ha i suoi vantaggi, almeno non sento la nostalgia di strade affollate, tantomeno ho bisogno di compilare perennemente autocertifcazioni. Benedetto lavoro agile, sì! Casa, lavoro, ore avanti al pc e riposo quando ne ho voglia. Coccole ai miei figli, lezioni a distanza e delizie per il palato: come l’olio nuovo su spesse fette di pane tostato sulle fiamme del mio camino. Oro verde? Specchio dell’area titernina, sicuramente. E San Lorenzo Maggiore è una delle regine assolute di questa prelibata ricchezza.

Foto di Nicola Ferrara

L’olio d’oliva è certamente considerato una delle caratteristiche principali della dieta mediterranea, e nel Sannio, questo tipo di coltivazione, ha trovato il suo habitat naturale. Boschi, frutteti, oliveti e vigneti sono il tratto distintivo di questa terra, e il piccolo comune laurentino è uno di borghi indiscussi caratterizzanti tali delizie. La sua economia è molto fiorente, basata prevalentemente su attività di tipo agricolo, ma maggiormente San Lorenzo Maggiore è rinomata per la produzione di olio extravergine di oliva DOP e DOC; tra i suoi uliveti sono presenti la racioppella, l’ortice, l’ortolana o Bella di San Lorenzo. Il borgo, nel mese di agosto, ospita una caratteristica sagra dell’olio d’oliva, l’Oevo Expo. La qualità del suo olio è certamente legata al particolare tipo di suolo, ma è anche legata alla metodologia di coltivazione, al clima, tutti elementi che danno oli dai sapori tipici e unici, tali da aver ottenuto il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta). Olio che va a magnificare i sapori dei tipici piatti contadini laurentini, tra cui ricordiamo i Cecatelli alla Laurentina, pasta fresca impastata con verdure tagliate a pezzettini e condita con salsa di pomodoro e carne di capra, e manciate di formaggio pecorino.

La prima testimonianza del borgo sannita risale all’epoca preistorica: si tratta della famosa mandorla di Chelles, oggi conservata nel Museo della società antropologica a Parigi, reperto trovato nel 1915 in località Limata, antico borgo che sorgeva nei pressi del fiume Calore, con una cappella dedicata a Santa Maria di Limata: si tratta di una scheggia di quarzite levigata dall’uomo primitivo che probabilmente veniva usata per squartare e scuoiare animali. Limata è il primo centro abitato di San Lorenzo, nel 663 d.C. fu sede della battaglia che si tenne fra le truppe del longobardo Mittola, conte di Capua, e l’esercito dell’imperatore bizantino Costante II, che ne restò sconfitto. Per Limata transitava la Via Latina, una delle tre arterie romane indicate da Strabone come nobilissimae viarum. Il suo centro storico è caratterizzato da stradine in pietra bianca e scalette, con le quattro porte di accesso, di cui una, Porta Valle, perfettamente conservata.

Foto di Nicola Ferrara

Foto di copertina: Arco di San Nicola, foto di Nicola Ferrara

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