
Oggi rievochiamo fascino e storia, leggenda e mito. Un racconto di tanti e tanti anni fa. Nel 1532 il castello di Gioia Sannitica fu donato, da Carlo V, al cavaliere spagnolo Ugo Villalumo, quale ricompensa per il valore ardimentoso dimostrato nella battaglia di Pavia. A quel periodo storico risale la leggenda della bellaĀ ErbaninaĀ di cui il cavaliereĀ VillalumoĀ si innamorò perdutamente, tanto da sposarla e portarla a vivere con sĆ© allāinterno del fortilizio. Eppure la bella e dolce fanciulla nascondeva un segreto. Non uno qualsiasi, era un segreto più che terribile. La giovane era unaĀ janaraĀ e in quanto tale era solita preparare unguenti, filtri, pozioni magiche e malefici di ogni sorte. Durante le notti di luna piena si ungeva per volare sopra lāintero borgo di Gioia Sannitica dirigendosi verso l’area beneventana, e si ritrovava con altre streghe e anche con stregoni per partecipare a macabri rituali e celebrare iĀ Sabba, spaventando gli abitanti al punto da distoglierli dal sonno. Le prime voci di questo terribile segreto cominciarono a circolare allāinterno del piccolo borgo.
Le persone cominciarono ad accorgersi di questa particolare situazione, fino a che lo stesso Villalumo iniziò a sospettare della moglie, dei suoi strani atteggiamenti. Ecco, dunque, che cominciò a spiarla. Fu cosƬ che durante una notte di luna piena, il cavaliere la vide intenta a ungersi con il suo unguento e dopo lanciarsi dalla finestra della torre. Lāuomo si ingelosƬ, si sentƬ tradito dalle continue bugie della moglie e per vendetta sostituƬ lāunguento con della normale sugna. Qualche tempo dopo, quando la donna provò a volare, ovviamente non riuscƬ, per cui si lanciò dalla torre, ma precipitò e morƬ. Il suo urlo fu talmente terrificante che la sua eco si sentƬ per tutto il borgo per più di un mese. Secondo altre fonti, Ugo, quando scoprƬ il segreto della bellissima moglie, invocò lāaiuto di San Michele che gettò personalmente Erbanina dalla torre del castello, uccidendola.

Ć bello e intenso, e dona molte emozioni e fascino, il castello di Gioia Sannitica. Come spesso accadeva nel periodo medievale, i fortilizi inglobavano allāinterno delle proprie mura i borghi che li ospitavano. E se lo si guarda dallāalto, il maniero ĆØ caratteristico per questo motivo: mura e resti dellāantico nucleo cittadino si susseguono come in un labirinto allāinterno delle mura del vecchio edificio. Unāarea archeologica tenuta discretamente, i resti curati ma abbandonati, in un castello nato in epoca normanna e che sotto gli Svevi e gli Angioini subƬ diverse opere di restauro. In seguito, nelĀ 1394, un violento terremoto cagionò gravissimi danni alla struttura, danneggiando in maniera permanente la fiera torre principale, causando proprio lo spopolamento del borgo. Ci mise lo zampino anche unāepidemia di pesteĀ che sconvolse la gente del luogo, tanto da causarne lāabbandono definitivo.Ā Un vero e proprio borgo fantasma dato che, una volta abbandonato, non fu più occupato. Il fortilizio ĆØ costituito da un edificio a pianta trapezoidale, e certamente si innalzava su diversi livelli, come testimoniato dalle scalinate presenti. Inoltre, su uno dei piani superiori vi sono tutt’oggi tracce di un camino. Considerata la sua importanza, il castello viene citato nelĀ Catalogus Baronum.
Lāintero sito archeologico domina tutta la valle settentrionale del Volturno e i percorsi che portano alla pianura campana. La torre circolare sta a rappresentare la dimora del feudatario, mentre le piccole case costituivano la dimora dei contadini; il torrione, alto e maestoso, serviva come estremo e sicuro rifugio. Allāinterno delle mura vi era un portone sulla cui apertura era uno stemma ancora visibile, che fa accedere al palazzo feudale di tre piani con un piccolo cortile. La disposizione delle varie costruzioni con le strette strade ha una trama quasi rettangolare. Ć questo un luogo ricco di fascino ed ĆØ considerato il castello meglio conservato dellāintera regione Campania.
Giornalista
















